— Oh! che cosa dic'Ella mai? Esclamò l'ebreo, tenendo sempre più bassi gli occhi e la faccia. Io pensare ad odiare ciò a cui devo sommissione e rispetto! Un verme come sono io si lascia schiacciare ma non ha la temerità d'aver nemmanco l'ombra d'un rancore contro il piede potente che lo preme.
— Il verme dove potesse scavare una fossa sotto al gigante il cui piè lo calpesta, per farnelo rovinare da tutta la sua altezza, lo farebbe molto volentieri. Tu hai visto che altri, con o senza coscienza dell'opera loro, si adoperavano a scavar sotterraneamente questa fossa, e ti sei giunto a loro ed hai posto al travaglio la mano. Tu al minuto sgozzi coll'usura i cristiani che ti capitano sotto le unghie, collettivamente, all'ingrosso, ti adoperi a spingere le passioni e le miserie che arruolano alla cocca tanti soldati, alla rovina di quello stato sociale che fa alla tua razza una così trista condizione, che dà alla tua persona una parte così umile, così soggetta e così precaria.
L'israelita sollevò un istante le sue palpebre floscie e rugose onde copriva i suoi occhi tenuti fino allora volti alla terra, e lanciò verso il suo interlocutore uno sguardo che era una fiamma viva; ma richinate tosto le pupille si tacque nè si mosse altrimenti come se le parole del medichino non producessero in lui effetto di sorta.
Gian-Luigi continuava:
— Ti ho conosciuto per quello che eri fin dalla prima volta che ti vidi. Io ti venni innanzi allora tratto per forza dalla mano del bisogno....
— Sì; disse allora Jacob facendo sgusciare di nuovo uno sguardo sulla faccia del medichino e parlando più umilmente colla sua voce più nasale che mai. Ella non aveva ancora imparato ad avere una rivalsa sicura nelle carte da giuoco.
Quercia fece un moto di contrarietà come quegli a cui si ricorda cosa che non gli talenta udire accennata.
— Non aveva tuttavia, seguitava l'ebreo, alcuna attinenza colla nostra associazione; ma possedeva le tante buone qualità che la fanno ora capo così degno, così operoso e così intelligente della cocca, risuscitata a nuova, più vasta e più fruttuosa esistenza, e chiamata, appunto per l'iniziativa di Lei a maggiori destini. Ed io mi rallegro e mi inorgoglisco nel mio nulla d'essere stato cagione di sì prezioso acquisto, di sì meritata esaltazione di vostra signoria.
— Come io nel tuo, tu eziandio mi hai letto nell'animo. Hai capito che quell'associazione di malfattori..... di ribelli alla legge sociale..... così estesa e bene ordinata, poteva essere uno stromento efficace, un'arma potentissima per abbattere il presente, per vendicare il passato, quando la dirigessero una mano robusta, una ferrea volontà, una intelligenza solerte, ardimentosa e feconda. Siffatte qualità le hai presentite in me; le passioni che dovevano farmi voglioso dell'opera le hai indovinate nella mia giovinezza irrequieta. In quel primo colloquio il tuo sguardo non restò chinato alla terra, come sempre di poi, come anco al presente; ma per gli occhi mi si affondò nell'animo, a scrutare di me, come dice la tua Bibbia, il cuore e le reni. Si era nello stanzone terreno della tua dimora: un antro oscuro come il covo d'una belva; e in un angolo della stanza raggiava la precoce bellezza di tua figlia, ancora quasi bambina....
Jacob Arom aveva levato non che gli occhi, ma la testa e la persona, e guardava con inusata sicurezza e sorrideva con famigliarità compiacente. Alle ultime parole di Gian-Luigi osò interrompere quasi rimbrottando: