Ma Debora la trattenne.
— Può essere benissimo il signor Quercia: disse la vecchia; ma non conviene aprire senza prima vedere chi è, e tanto meno conviene che siate voi ad aprire. Sapete quanto sieno formali e rigorosi gli ordini del padrone a questo riguardo... Lasciate ch'io vada di sopra a guardare dalla finestra.
— Fa presto, fa presto, Debora: disse con accento di preghiera la giovane, e si appoggiò palpitante alla sbarra della scala ad aspettare, mentre la vecchia, quanto poteva più sollecita, saliva al piano superiore.
L'attesa della povera Ester non fu lunga. Udì fuor della porta la voce di suo padre e tosto dopo Debora, affrettandosi giù della scala, dicevale sommesso:
— Vedete se non la facevate grossa ad aprire voi stessa la porta! Qui bisogna tornare a vostro posto e star lì come se di nulla fosse stato... E bisogna rasciugare ben bene quegli occhi perchè non si possa vedere che avete pianto.... Il padrone è malizioso come l'angelo delle tenebre; e se mai pel menomo giunto s'insinua in lui la menoma ombra di sospetto, noi siamo belle e fritte.
Fece seder di nuovo la giovane dove si trovava prima, le raggiustò intorno i panni a cui doveva figurare d'aver lavorato pacificamente sino allora, le rasciugò ella stessa con molta cura gli occhi e fattole ancora alcune raccomandazioni in proposito, andò poi ad aprire come vedemmo.
Quella che possedeva il vecchio israelita era proprio una lieta preoccupazione. Quando egli fu solo nella sua camera al piano superiore, gli occhietti gli brillarono ancora più vivamente, più spiccato gli si fece il sorriso sulle labbra avvizzite, ed e' si diede con più forza a soffregar l'una contro l'altra le sue mani macilente.
Lo stanzone che corrispondeva a quello del piano terreno era diviso in due per un trammezzo; la prima metà, quella in cui immetteva il capo della scala a chiocciola, era la stanza del padre; la seconda metà, a cui non si poteva accedere che passando per quella del vecchio, era la camera di Ester. In quest'ultimo locale Jacob teneva eziandio una specie di grosso armadio di legno di noce, il quale nel suo interno albergava e nascondeva una cassa di ferro. Colà dentro giaceva una parte di quei tanti denari cui l'universale, questo mostro a mille teste e mille lingue il quale sa tutto e indovina tutto, diceva dal vecchio ebreo raccolti, rammontati e posseduti. L'altra parte la più considerevole, era sotterrata in cantina.
In quella seconda camera, e lo diceva egli stesso alla figliuola, e' teneva i suoi due tesori: l'oro che trafficava coll'usura e la sua Ester. La notte, egli ne chiudeva la porta, poi tirava innanzi a questa il suo giaciglio e vi si coricava, così che non altrimenti sarebbesi potuto penetrare in quella seconda stanza se non passando sul corpo del vecchio.
Jacob passeggiò un istante per la sua camera, poi aprì l'uscio di quella di sua figlia e stando in sulla soglia guardò amorosamente il grosso armadio. Le più strane idee parevano passare per la sua mente, poichè le più originali espressioni, riflesso delle medesime, si avvicendavano su quella faccia caratteristica. Avvicinatosi alla botola, si chinò giù verso la stanza di sotto e gridò alla vecchia serva: