Ester, in presenza della faccia eccitata di suo padre, non si sentì il coraggio di parlare.

— Di' su, di' su: comandò il vecchio.

— Pare a me: disse allora la giovane timidamente: che il denaro non sia che la rappresentazione dei beni e dei diletti del mondo, un mezzo per procurarseli....

— E vorresti procurarteli, privandoti del denaro? Proruppe Jacob, lo sguardo sfavillante di sdegno. Ma, per la grandezza dell'Eterno! chi ha potuto far penetrare in te queste false idee speciose?

La prese per un braccio e glie lo serrò con una forza di che non si sarebbe creduto capace il suo piccolo corpo.

— Con chi hai parlato?

— Con nessuno, con nessuno: rispose affrettatamente Ester atterrita.

Il padre ne lasciò il braccio e disse coll'accento d'una vera emozione:

— Tu non sai qual dispiacere mi hai dato con queste poche tue parole. Non pronunziarne di simili mai più!.... Voglio sperare — sì, lo credo anzi — che tu non sei conscia della loro importanza e le hai dette per giovanile leggerezza soltanto; ma esse mi hanno fatto travedere un pericolo, cui non ho creduto possibile sinora, ma il quale, se esistesse, guai!.... il pericolo che, spento me, i miei tesori possano andar dispersi, che tu non che continuare l'opera mia, quando io non sia più, empiamente la distrugga. Se ciò avesse da essere, Ester, guarda! preferirei gettare i miei tesori nel più profondo abisso..... e quanto a te, preferirei che tu non fossi nata.....

— Padre! Esclamò la fanciulla tendendo le braccia supplichevoli.