Quella voce, alla povera donna innamorata, fu come una tenera carezza in sull'anima; a quel bacio sulla destra un brivido di sensazione dolcissima le corse tutti i nervi. Pure levò via la sua mano di mezzo a quelle e di sotto le labbra di Luigi.

— Che cosa credete dunque che io debba fare? Domandò la contessa.

— Insistere, per Dio! Rispose vivamente Quercia. Insistere in quel modo che tu sai, al quale non v'è resistenza possibile.

Candida sorrise con dolorosa amarezza.

— Risparmiatemi queste assurde adulazioni. Troppo vi siete adoperalo voi stesso a provarmene la falsità col fatto vostro. Ho insistito una volta sola presso di voi — questa notte — e il mio successo fu tale da non insuperbirmi.

Luigi non seguitò la donna su questo nuovo campo ch'ella apriva al discorso. Egli si fece più presso ancora alla contessa, tornò a prenderle quella mano ch'ella gli aveva tolta, e coll'accento più persuasivo e più insinuante ond'egli fosse capace, soggiunse:

— E non è più per lettera che tu insisterai presso tuo padre. Quattro pagine di scritto non hanno l'efficacia di due parole di viva voce dette da quelle labbra di corallo. Tu darai ordine di attelare i cavalli, passerai tu stessa dal barone e non lo lascierai più finchè non esca teco; lo condurrai colla tua carrozza medesima alla porta del Governatore; ed ecco fatto tutto.

La contessa guardava con una specie di meraviglia quell'uomo che con tanta sicurezza disponeva di lei.

— Sapete che voi siete un uomo sorprendente davvero!

— Io! Perchè?