Candida, che sapeva il facil modo onde avere a sua discrezione l'anima del padre, gli gittò le braccia al collo e gli fece due baci sonori sulle guancie accuratamente rase di fresco.
— Sì, papà: rispos'ella. Ho precisamente bisogno di te, e son venuta a parlarti.
Il barone la prese per mano e disse con tutta sollecitudine:
— Vieni, vieni nel mio gabinetto. Ehi! Comandò al domestico che aveva introdotta la contessa e che stava ancora dritto impalato sul passo della porta: chiunque venga a cercarmi, gli direte che non ricevo.... Sono tutto tutto per mia figlia.
— To', una bella idea! Soggiunse il barone. Tu starai qui a farmi compagnia al déjeuner. Manderemo ad avvertire il conte ch'e' non t'aspetti.... E se vuol venire ancor egli a far da terzo alla nostra tavola, ma foi! ci sarà il benvenuto.
Il barone aveva creduto bene di prendere ancor egli il vezzo aristocratico di frammischiare nel suo linguaggio parole e locuzioni francesi.
— Grazie, papà: rispose Candida. Accetto il tuo invito...
Il volto del padre raggiò di gioia.
— Oh brava!...
— Ma ad un patto, soggiunse vivamente la contessa... anzi due.