— Sentiamo questi due patti... I quali sono già consentiti d'avance.

— Il primo che non disturberemo per nulla il conte a farlo venir qui terzo incomodo fra di noi...

— Va bene: non disturberemo il signor conte.

— L'altro patto è che tu mi prometta di fare, e subito subito ciò di cui sto per pregarti.

Corbleu! Gli è dunque un affare che ti sta a cuore?

— Assai.

— Eh eh! Sarebbe un compromettersi l'impegnarsi così alla cieca ad accontentare un desiderio non ancora conosciuto d'una giovine donna, ma bah! con te, figliuola mia, mi posso avventurare... Accordato anche questo! Farò quel che tu vuoi.

Si volse al lacchè, il quale attendeva sempre gli ordini nella postura del soldato senz'armi innanzi al suo superiore:

— Rinviate la carrozza della contessa, dite allo staffiere annunzi al conte di Staffarda che la contessa non rientrerà per il déjeuner e prevenite il maggiordomo che la contessa farà il déjeuner con me.

Poscia, accompagnandola con tutta galanteria, egli introdusse sua figlia nel camerino in cui stava annoiandosi dapprima, e dispose per lei egli stesso una poltroncina vicino al fuoco, dirimpetto a quella cui tornò ad occupare colla sua importante persona.