— Se mi permettete, continuava il barone, vi farò soltanto ancora un'interrogazione.
— Fate, fate pure, caro La Cappa.
— In codeste mene rivoluzionarie voi credete compromesso quel tal dottor Quercia?
— Come vi ho detto, il suo contegno nella circostanza della perquisizione in casa Benda me ne fa sospettar forte..... Ma non voglio precipitare il giudizio, lo faremo sorvegliare.
— Vi spiego la cagione dell'interessamento che prendo per lui. Quel giovinotto ha molta attinenza con mio genero, il conte di Staffarda.
— Lo so: disse il Governatore con un certo sorriso di cui il barone non notò la malizia.
— Capite che un uomo onorato della intimità del conte Langosco non è presumibile sia un rivoluzionario.
— Certamente io ho la maggior stima pel conte di Staffarda.....
— Ed è a nome appunto del conte che vi prego di avere alcun riguardo per quell'individuo, e di non farlo segno di nessuna misura di polizia, prima che sia accertata la sua colpa.
— Terrò conto della vostra raccomandazione, caro Intendente..... in quanto sarà compatibile coll'esigenza de' miei doveri.