— Se sor marchesino lo desidera, io farò di sapergli dire dove la contessina siasi recata.

Ettore non rispose, e il domestico interpretò quel silenzio per un assentimento. Il moderno servitorame è di regola generale un parassita che sfrutta e svolge i difetti e le triste passioni dei ricchi. Quel servo aveva indovinato — e qual segreto si può egli nascondere all'occhio del proprio cameriere? — come il suo padroncino non fosse niente affatto indifferente alla bellezza della sua cugina, madamigella Virginia, la quale teneva verso di Ettore un contegno che nella sua gentile famigliarità era tale pur tuttavia da non incoraggiare in lui nessuna speranza.

Per un momento il pensiero del marchesino, obliando ogni altra cura, corse in traccia della leggiadra giovane. Che Francesco Benda amasse Virginia, Ettore aveva facilmente scoperto. Vi è un istinto nell'animo di ciascheduno che gli fa indovinare per quanto si celi, il suo rivale in amore; e Francesco amava troppo appassionatamente per saperlo con arte nascondere. Codesto amore di un borghese per sua cugina, il superbo primogenito di Baldissero aveva naturalmente trovato una impertinenza degna di qualche buona lezione ch'egli stesso si prometteva e si augurava di dare a quell'avvocatuzzo alla prima occasione; e l'accorto lettore ha già indovinalo che tale era stata la prima e principalissima cagione del suo villano diportarsi verso Francesco nella festa da ballo. Ma ciò ch'egli ignorava si era con qual disposizione d'animo Virginia accogliesse il sentimento del giovane borghese, sentimento cui certo ella non aveva mancato di scorgere. Ch'ella potesse corrispondere a cotale affetto, Ettore credeva non fosse nemmanco da pensarsi, come non era supponibile che una fanciulla di sì nobile prosapia si abbandonasse alla vergogna d'un fallo disonorevole. Ella sapeva, ella doveva ben sapere che fra lei e quell'uomo da nulla vi era una distanza ed una barriera assolutamente insuperabili; egli stimava sua cugina di tanto da crederla incapace di pur pensare ad un eccesso di degradazione, come sarebbe quello di diventar moglie d'un non nobile — che per lui era poco meno che sinonimo d'ignobile. E dunque?... Ma ciò non ostante la sua gelosia gli aveva fatto giudicare che in quella gentilezza con cui Virginia accoglieva il modesto, timido, rispettoso omaggio di Francesco, c'era qualche cosa di più che non nella cortesia abituale ond'ella soleva trattare con tutti; c'era un non so che di nascosto, d'indefinibile, quasi una tinta di simpatia; e di questo suo sospetto il marchesino aveva una rabbia che s'accresceva ancora, appunto perchè doveva dissimularla, e perchè non avrebbe voluto a nessun costo che uomo al mondo ne avesse sentore.

In questo istante in cui il domestico stava abbigliandolo, Ettore si rammentò appunto dello sguardo di rimprovero che la sera innanzi Virginia gli aveva slanciato, quando egli aveva provocata quella scena scandalosa; sguardo che diceva più di molte parole; e ricordò eziandio le poche, asciutte parole ch'essa gli aveva rivolte quando l'aveva accostata di poi.

— Ettore, gli aveva essa detto, hai tu perduto il senno? Ora ti prego di lasciarmi, il meglio che tu abbia da fare è lo startene lontano.

Ed aveva tanto pregato la zia che ne aveva ottenuto di esserne tosto ricondotta a casa.

Il marchesino pensava come la cugina lo avrebbe accolto nel primo loro rivedersi; e tanto più grave riuscivagli l'affrontarne la presenza, ora che il duello dal suo oltraggio reso necessario non aveva potuto aver luogo e il suo avversario per la piega presa dagli avvenimenti compariva sempre meglio nella simpatica figura di vittima — e di vittima coraggiosa.

— Le donne, diceva fra sè il giovane contrariato, hanno un così dilicato sentire in queste faccende!.... Certe volte un sentire strano e quasi matto..... Che cosa dirà ella, che apprezzamento sarà il suo, di tutto codesto?

Ma qui gli tornò in mente che aveva da affrontare un altro giudizio ancora più difficile e più momentoso di quello della fanciulla: il giudizio di suo padre.

Era vestito di tutto punto e il domestico gli aveva domandato se doveva porgergli il pastrano e il cappello.