— Sono io stato colpevole, o Dio? E se sì, non mi hai tu ancora perdonato?.... Ad ogni modo, deh! non volermi colpire nei figliuoli miei!....

I suoi occhi scorsero sul ritratto del padre che stava presso la croce. Era una imponente e leggiadra figura d'uomo anche quella, ma in cui l'orgoglio aveva qualche cosa di aggressivo, e la fierezza aveva una tinta di crudele. A quelle sembianze dipinte rassomigliavano di più le fattezze del marchesino nipote che non quelle del marchese, figliuolo al personaggio ritratto. Il marchese si levò da sedere e ponendo il suo volto presso a quello dipinto di suo padre, i cui occhi, pur dalla tela luccichiavano d'una indomabile superbia, soggiunse:

— E voi, padre mio, chè non trovate un modo da parlare alla coscienza di vostro figlio? Da lungo tempo voi siete passato in quella regione, dove si deve scorgere il vero; colà come ravvisate voi l'opera mia?.... l'opera nostra, poichè voi mi avete chiamato, mi avete spinto a compirla. Conservate voi ancora gli stessi odii, le stesse opinioni? Se adesso una simile avventura si presentasse alla vostra famiglia, e voi poteste consigliarmi, da quel mondo ove siete, mi dareste lo stesso comando?... E l'anima della mia vittima, l'avete voi incontrata in quel regno delle ombre?.... E se sì, qual contegno potè essere il vostro?

Pose i due gomiti sulla mensola di marmo del camino e nascose il volto tra le mani, assorbito in un inesprimibile tumulto di pensieri e di sentimenti. Venne a riscoterlo una mano che bruscamente, vibratamente, quasi sarebbesi detto con premura affannosa, batteva all'uscio del gabinetto.

Il marchese fece un soprassalto, e le sue guancie impallidirono.

— Ah! pensò egli: qui è la trista novella che batte alla porta.

Fermò il viso, si volse verso l'uscio, prendendo la mossa dignitosa d'un uomo di coraggio superiore che è preparato a tutto, e disse con voce che non tremava punto punto:

— Avanti.

L'uscio si aprì di scatto ed entrò Virginia colla lettera di Maria in mano.

La bella giovane era dilettissima a suo zio. Rimasta orfana, egli l'aveva amata d'un affetto più che di padre; aveva trovato per lei nella sua natura severa, riserbata e un po' asciutta da gentiluomo delle tenerezze di madre amorosa, onde Virginia aveva preso nei rapporti con esso una più espansiva e domestica affettuosità ch'ella non avesse con altri, e sopratutto colla superba sicumèra della zia, una famigliarità gentile di tratti cui nessun altro osava ed avrebbe osato mai avere col signor marchese.