Questi nel vedersi entrare in quel momento la nipote nello studiolo, rasserenò d'un lieve sorriso la faccia, e sentì di botto tranquillarglisi l'anima. Credeva impossibile che una sventura potesse prendere per messaggiera quella bella ed adorabile persona.

— Ah sei tu, Virginia, figliuola mia? Le disse con molto affetto tendendole la mano. Sii la benvenuta nel recarmi il tuo saluto mattinale.

Per la mano che Virginia pose in quella da lui tesa, lo zio trasse a sè la fanciulla e le diede un tenero bacio sulla bella fronte. Ma vide allora il turbamento delle sembianze della donzella, e tutto il suo primitivo timore lo riassalì.

— Tu hai qualche cosa? Diss'egli nascondendo pur tuttavia lo spasimo dell'ansietà ond'era travaglialo. Parla senza ambagi, qualunque avvenimento esso sia che tu abbia ad apprendermi.

— Sì zio: rispose la fanciulla: sono venuta da Lei a bella posta perchè sapesse tutto e provvedesse a tutto.

Il marchese sedette sul suo seggiolone, mantenendo sempre ferma la dignità del suo contegno, e fe' cenno alla nipote sedesse anch'ella in prospetto; poi appoggiato il mento alla sua destra, sostenendo colla mano sinistra il gomito, guardando verso la fiamma stette, impassibile in apparenza, ad ascoltare.

Virginia trasse una lunga aspirazione come per prender fiato, e in vero il cuor palpitante le agitava il respiro; poi narrò per disteso tutto ciò che ella sapeva avvenuto fra il cugino Ettore e l'avvocato Benda, dall'oltraggio della sera innanzi all'arresto di quest'ultimo certificato dalla lettera di Maria.

Il calore posto da Virginia nella sua narrazione, e quello soprattutto della perorazione finale con cui supplicava il marchese a voler far restituire alla famiglia il giovane arrestato, erano tali da essere notati dallo zio, e diffatti ne fu esso colpito, ma non ebbe campo la sua mente a soffermarsi su di ciò per la quantità e la natura de' nuovi pensieri che le cose udite fecero nascere in lui.

Di quante maniere avess'egli saputo immaginare in cui avrebbe potuto aver termine la contesa di suo figlio col giovane borghese, questa che gli si narrava, non era mai nè anco apparsa al suo pensiero; e se non fosse stato della lettera della sorella di Francesco, certo non vi avrebbe creduto così di piano. Non dubitò neppure che in questo fatto avesse alcuna colpa il figliuol suo, poichè, conoscendo pur troppo tutti i difetti di lui, sapeva pur tuttavia che non mancava in esso il valore; ma ciò nullameno provò una grandissima dispiacenza di codesto avvenimento. Senza manco parlare suonò vivamente un campanello, di cui pendeva il cordone presso il camino.

— Mio figlio è rientrato? Domandò al domestico che si affacciò per ricevere gli ordini.