Ettore non potè tanto contenersi che una smorfia ironicamente significativa non manifestasse quanto poco fosse a suo genio codesto mezzo di rivalsa.
Il marchese padre si accorse del sentimento nato nel giovane, e interrompendo lo svolgersi del suo primo discorso, gli disse con vivacità:
— Avesse l'aristocrazia del nostro paese, al pari di quella dell'Inghilterra, prescelto codesta via e codesti mezzi allo accorrere sui gradini del trono, alle pericolose carezze della monarchia, per abbassarsi agli uffici di cortigiani! Oggi noi, non per cagione del regio favore, ma per necessità delle cose, per libero consentimento universale, saremmo a capo senza contrasto, senza minaccie, senza odii, di tutta la popolazione, come rappresentanti naturali e necessari d'ogni vitalità del paese.
Il figliuolo chinò il capo come chi non vuole discutere, ma che non è persuaso.
Ripigliando il suo dir primitivo, il marchese continuava:
— Quanto all'intelligenza, al pensiero, alla dottrina, pur troppo molti dei nostri (e, duolmi dirlo, voi stesso Ettore, siete fra quelli) molti pur troppo si lasciano passare innanzi i borghesi; e non è coll'arroganza, non è colla ragione dei duelli che si possa conservar più una supremazia di cui non siasi capaci. La scienza tiene e terrà sempre più il campo, e chi la possederà sarà il padrone della terra.
— Perdoni, padre mio, disse Ettore con accento in cui non mancava il rispetto, ma apparivano il fastidio di siffatta discussione e il suo pieno dissentire dalle idee manifestate dal padre. Noi ci siamo ingolfati in troppa metafisica di considerazioni. Confesso che in codesto io non ci valgo niente. Ho sempre creduto che appunto la Provvidenza mi avesse fatto nascere in questo alto grado per esentarmi dai bassi lavori e dagli studi cui è condannata la borghesia. Pensare a migliorare l'agricoltura, a far progredire la scienza, è opera che si confà alle classi inferiori. Me Dio ha posto, senza tanti discorsi, al di sopra degli altri; e quel grado, pur ch'io sappia mantenermelo colla spada, come con essa lo acquistarono gli antichissimi miei maggiori! Ecco la filosofia civile che mi suggerisce il mio buon senso, e non ne cerco altra. Ma scendendo da cotanta generalità al mio caso particolare, le dico appunto che la suscettività impostami dal mio grado esigeva che ad una parola impertinente di quel da nulla io rispondessi come ho risposto. Capisco che con questa maledetta invasione di pretese uguagliatrici, io del mio atto, quantunque contro uno così da meno di me, debbo esser pronto a dargliene ragione colle armi: e non ho esitato menomamente ad accordargli codest'onore, e credo far tutto ciò che mi detta il più scrupoloso sentimento di delicatezza adoperandomi perch'egli sia sollecitamente posto in condizione da ricevere da me quella soddisfazione di che mi ha mandato a richiedere.
— Ed oramai codesto non basta: disse col suo più autorevol tono di voce il marchese.
— Come! Esclamò Ettore con un sussulto.
— Non basta: continuò collo stesso accento il padre. Voi aveste torto nella contesa che faceste nascere con quel giovane.....