— Intanto si è fatta la perquisizione nell'alloggio di questo Bigonci e dei suoi compagni, non è vero?
— Sì: ed ecco il rapporto dell'altro agente detto il Rosso.
— Presso il signor Benda non fu trovato nulla di veramente grave....
— Che? Mi burli? E questi libri incendiari? E quella carta che il Selva con tanta arte ed audacia giunse a distruggere? Non sono tutte queste cose l'indizio dei mali propositi di codesta gente?
— Sì, ma non una prova d'una congiura, d'un vero cominciamento di atti criminosi. Di quella carta, poichè fu distrutta, non possiamo al giusto misurare il valore, e sopra semplici congetture io sento che si deve andare adagio a procurar la rovina di tanti poveri giovani e delle loro famiglie. Nella supposizione di quel Barnaba, d'una vera cospirazione, qualche cosa che la riguardasse, corrispondenze od altro, avrebbe dovuto trovarsi presso i supposti congiurati; ebbene quali documenti furono sequestrati che valgano a fondare l'accusa?
— Documenti positivi... veramente no; ma quanto basta per rivelare le tendenze, i concetti e la temerità di quella si può dire congrega. Da questo scartafaccio (e pose la mano sopra il manoscritto di Maurilio) apparisce come l'ispiratore di questa gente abbia da dirsi un certo giovinastro senza nome e senza famiglia, un antico vaccaro inurbatosi non so come, che ha studiato a casaccio non so dove nè per che mezzi, ed ha manifestato in questo zibaldone un amalgama di teorie audacissime e di dottrine sovversive, di tentativi letterari e di aspirazioni politiche, di versi e di prose, un piccolo Rousseau in erba o qualche cosa di simile con declamazioni alla Mazzini. Tofi ha avuto la buona ispirazione di far arrestare anche questo Maurilio...
Siffatto nome fece dare in un sussulto il marchese di Baldissero.
— Maurilio! Esclamò egli con voce non priva di emozione. E' si chiama con questo nome?
Tutta notte era stato presente alla sua memoria quel funesto caso della sua vita, in cui un Maurilio era stato vittima della sua spada; l'immagine di quest'uomo ucciso dalla sua mano, gli era comparsa più viva e spiccata del solito nelle tristi fantasticaggini della sua veglia; quel nome gli aveva suonato come una rampogna sotto la volta del cranio pronunziato dalla sua coscienza; ed ora egli, questo nome non comune, mai più trovato riunito alla personalità d'un uomo vivente, lo udiva frammisto a quel viluppo d'incidenti a cui la tracotanza di suo figlio obbligava lui stesso a prender parte. Una specie di superstiziosa emozione lo prese, quasi un presentimento: che non a caso, che non invano quel nome suonasse al suo orecchio in tal circostanza, e l'individuo che lo portava gli si parasse innanzi nel suo cammino.
— Parlami di costui: soggiunse egli vivamente. Chi è questo Maurilio? Donde viene? Che fa? Quale il nome del suo casato?