Il Governatore aveva notato la viva impressione provata dal suo amico, ed a questo affollarsi di vivaci domande piene di curioso interesse, rispose non senza stupore:

— Che ardore metti tu per questo cotale? Che cosa ti può interessare in quel miserabile plebeo?...

Il marchese con un turbamento nei tratti del volto, tanto più notabile, quanto più era ordinariamente composta ad impassibile dignità la sua fisionomia; il marchese pose una mano sul braccio dell'amico e disse a voce bassa ma improntata di profonda emozione:

— Ah! quel nome!..... Maurilio!..... Tu non lo ricordi quel nome?.... A me si è impresso con incancellabili caratteri nel mio cervello, e non vi sarà obliterato che dalla morte.... E ancora!....

Il Governatore guardava il suo compagno coll'aria stupita di chi a mezzo un grave discorso ode proporsi ad un tratto il rompitesta d'un enimma; stava per interrogare sè stesso, se il marchese non avesse dato di volta.

Baldissero gli strinse più forte il braccio e continuò col medesimo, anzi con più turbato accento:

— Era una mattina d'inverno anche quella.... Non la ricordi?.... Eravamo giunti a Milano la sera prima, tu, Castelletto ed io; tu e Castelletto foste a cercarlo...

Il Governatore si percotè colla mano la fronte.

— Ah! mi ricordo: esclamò egli, come si fa quando le parole vi sfuggono di forza dalle labbra: quel povero Valpetrosa.....

Baldissero proseguiva: