— Per ora, disse il Governatore, c'è un demagogo. Leggi qui a questo punto ed a quest'altro..... se pure hai pazienza, e vedrai quali idee sovversive della società e fin anco della religione bollano in quel cervello esaltato.
Baldissero scorse cogli occhi le pagine che gli additava il suo interlocutore e che erano state segnate colla matita rossa dal Commissario di polizia.
— Leggerò molto volentieri, rispose di poi, queste cose che assai m'interessano; vuoi tu lasciarmi recar meco per ciò questo scartafaccio?
— A piacer tuo: disse il Governatore chinando la testa con moto di gentile condiscendenza.
In quella fu recato al Governatore un biglietto del conte Barranchi.
— Aspetta, disse il Governatore, dissuggellando la carta, a Baldissero che pareva apprestarsi a partire: questa lettera ha forse riguardo al caso di cui tu t'interessi.
— Ed è così infatti; soggiunse dopo letto quanto scriveva il comandante della polizia; odi ciò che dice Barranchi:
«Caro Governatore,
«Quel tal Medoro Bigonci venne arrestato ancor egli; ma l'impresario del Teatro Regio protesta che, essendosi ammalato il primo baritono, se lo si priva ancora di codestui, egli non potrà più tenere aperto il teatro, e quindi nemmanco darci la solenne rappresentazione di domenica sera, a cui deve intervenire S. M. colla Corte in gala.
«Mio nipote San-Luca che conosce tutta la gente teatrale, è venuto qui ad assicurarmi che questo Bigonci è nient'altro che un artista di canto che sarà vittima d'una somiglianza, ma che egli metterebbe pegno qualunque cosa che pensa tanto alla politica quanto al Gran Turco.