«Il Commissario mi riferisce che nelle sue risposte quel Bigonci si contenne in modo — naturalmente negativo — da non poter nulla dedurne a suo carico, e che mostrò certe lettere e certi ricapiti onde sarebbe provata la sua vera identità come cantante.
«Le scrivo subito queste cose, caro Governatore, perchè sapendo come i Baldissero padre e figlio desiderino la sollecita liberazione di uno dei compromessi, Ella veda se vi ha modo di contentarli. Io non oserei prendere su di me tanta risponsabilità; ma se V. E. mi vi incoraggia con una sola parola, io darò senza ritardo gli ordini di rilascio per quel Benda, a favore del quale anche a Lei sarà andato a parlare il marchese di Baldissero.
«Mi creda, ecc.»
— Ebbene? interrogò il marchese quando ebbe udito la lettura di questo biglietto. Che cosa conti di fare?
Il Governatore esitò un momentino.
— Primo impulso, e quello che seguirei più volentieri, sarebbe di contentarti senza ritardo; ma tu capirai le considerazioni che me ne trattengono.... Il ministero dell'interno è in una specie di gara con noi militari. Se diamo passata a certe cose, farà comparire agli occhi di S. M. che noi non siamo abbastanza vigilanti od abbastanza oculati. Abbiamo ancora la disgrazia che il marchese di Villamarina passa colla nomèa di velleità liberali, ed essendo egli ministro della guerra, si crede che i militari per andargli a genio sieno più disposti a tolleranza di quel che converrebbe... Certo io non posso essere sospetto, ma pure....
Baldissero lo interruppe con un grave sorriso:
— No, il menomo dubbio non può nascere sul tuo conto di tepidezza nell'affetto alla monarchia e nello zelo del tuo ufficio, e spero che un sospetto di simil natura non debba nemmeno poter colpire me stesso. Comprendo la forza delle considerazioni che ti trattengono, e non cerco altrimenti di smuoverti dalla tua determinazione. Esaminerò io stesso di meglio la cosa, poichè tu me lo concedi, e quando io mi confermi nella mia persuasione che non vi sia in tutto codesto che imprudenza giovenile, sfogo di liberalismo rettorico e nissun vero attentato contro il legittimo Governo, allora ne parlerò io stesso di proposito al Re.
— E sarà il meglio che potrai fare: disse il Governatore.
Tese a Baldissero la destra e soggiunse: