— Sta bene: rispose Romualdo, riponendo accuratamente in un portafogli la cartolina datagli da Mario.

— Ed ora, disse questi sorridendo, vado a farmi arrestare.

Si diresse di buon passo, traverso la piazza, alla volta del teatro, dove giuntovi appena, la sua previsione fu pienamente effettuata.

— Gli è Lei il signor Bigonci? Gli domandò un uomo d'ignobil sembiante.

— Io in persona.

— Si compiaccia venir con noi (erano in due) al Palazzo Madama, dove il signor Commissario lo aspetta.

— Il signor Commissario? Esclamò Mario con uno stupore che niun valente comico avrebbe saputo finger di meglio. Non so che cosa abbia da fare con me il signor Commissario.

— La lo saprà, quando gli sarà venuta dinanzi.

— È giusto. Andiamo pure.

Ma qui il povero impresario, che era già in una maledetta bizza pel ritardo di Bigonci nel venire alle prove; l'impresario saltò in mezzo esterrefatto.