— Da parecchi giorni tu dici? domandò Quercia.
— Sì, forse un mese... L'ho creduto un adoratore cui le povere fortune fanno timido... E poi quella figura, a dirti tutto, mi metteva in un certo pensiero, non so perchè. Non mi ricordo aver avuto nulla mai da spartire con un simile individuo, eppure le sue sembianze non mi riescon nuove. Occupavo alcuni momenti delle mie ore più noiose a cercare di scavar fuori dalla massa dei tanti ricordi del mio passato, se, come, quando e dove avessi visto codestui o qualcuno che gli rassomigliasse; non ci sono mai riuscita, e certo per la buona ragione che di sicuro non ho mai avuto la menoma attinenza con lui. Ora tu hai soffiato sopra tutti i miei castelli di carte. È un poliziotto che ci fa da esploratore. Il malanno lo colga...
— Sì; e bisogna che noi aiutiamo il malanno a far quest'opera buona... Sediamo, Zoe, ed ascoltami.
La Leggera tornò a sdraiarsi abbandonatamente sul lettuccio da sedere; Gian-Luigi si gettò sopra una poltrona che era lì presso; ma si ridrizzò tosto con un brusco movimento nel sentire un oggetto sopra le molle elastiche del seggiolone; si volse a guardare, vide una cosa lucicchiante e la prese in mano.
— Che cos'è codesto? Diss'egli, sollevando un collare che brillava di diamanti. Cospetto! Il gran collare dell'Ordine dell'Annunziata in casa tua!
Zoe ruppe in una gran risata.
— Gli è il mio Prince charmant che ne fa sempre qualcuna delle sue con quella testuccia che ha un cervello da passerotto. Ieri sera è venuto qui dopo il ballo dell'Accademia in tutta l'imponenza della sua tenuta di gala, per abbacinarmi collo sbarbaglio della sua montura e delle sue decorazioni; e partendo ha dimenticato il collare[8].
— Va benissimo: disse allora Gian-Luigi che si compiaceva a fare mandar riflessi sotto la luce dalle gemme e dall'oro di quel collare ch'egli maneggiava con un sogghigno sulle labbra tra di scherno, tra di cupidigia, tra di disprezzo. Ecco un bellissimo pretesto che ci porge il caso, mercè la augusta smemorataggine di quella meschinissima Altezza Reale, perchè tu abbia quanto prima un nuovo colloquio con lui. Puoi fargli domandare un momento d'udienza, e portandogli il suo collare.....
La Leggera interruppe crollando le spalle con una mossa molto irriverente pel suo principesco amante.
— Che io mi scomodi per andare da quel capo d'assiuolo?... Mai più!... Gli scriverò che venga di nuovo, e subito a casa mia per udire urgentissime cose che ho da dirgli, e il babbuino sarà felice di avere da me un secondo abboccamento... Non gli dirò che trattasi di riprendere quel giocattolo, perchè sarebbe capace di mandarmi qualcheduno de' suoi ufficiali a ritirarlo, o di lasciarmelo qui senza crucciarsene dell'altro.