Appoggiò il gomito al forziere che aveva tuttavia aperto dinanzi e sostenne la fronte colla mano in una profonda meditazione.

— Oibò! Diss'egli poscia crollando le spalle. Codesto è quasi impossibile. Quel bambino fu smarrito senza che mai nessuno pensasse a battezzarlo col nome di suo padre, e quanto a quel bottone di livrea che potrebbe essere stato di Stracciaferro, esso indicherebbe piuttosto che si tratta dell'altro ragazzo... E poi perchè alcun altro non potrebbe avere un simile bottone? Bisognerà che parli ancor io colla Gattona per averne il cuor netto.

Fu interrotto in questi suoi pensamenti che molto lo preoccupavano da un pugno che senza riguardi e con violenza impaziente percoteva nell'uscio richiuso.

— Ehi signor Nariccia; gridava traverso la porta la voce aspra di Dorotea. La viene o non viene a far colazione? È passata l'ora da più di venti minuti.

— Vado, vado: rispose l'avaro affrettandosi a chiudere con ogni cura il suo forziere: e poscia, aperto l'uscio della camera, si recò nella cucina dov'egli soleva fare i suoi pasti, senz'altro bisogno di stanza apposita da pranzo.

A capo d'una lunga tavola presso l'affumicata parete era posta una tovaglia che un tempo si poteva supporre essere stata bianca, ma che ora aveva un colore indefinibile, ornata di grossolani rammendamenti ed anche di qualche strappo non ancora rappezzato: sopravi erano posti un tondo della più infima maiolica sverniciato, incrinato e scrostato, una servietta del colore della tovaglia, rotolata e legata da una cordellina, una fetta larga due dita di pane da soldato, un bicchiere dal vetro opaco, una caraffa con acqua d'un vetro ugualmente sporco, una forchetta di ferro con un coltello dal manico di legno rozzo, senza vernice ed una saliera di vetro rotta da una parte.

Appena vide entrare nella cucina il suo padrone, Dorotea prese in una credenza un piatto di terra grossolana, lo scoperchiò d'un altro piattello che ci stava sopra e lo pose in mezzo la tavola: era un'insalata di radiche.

Nariccia sedette sopra una seggiola dal piano di legno, innanzi al desco, spiegò sulle sue ginocchia la servietta sporca, fece il segno della croce e borbottò alcune parole di preghiera, poi prese il piatto di terra, e colla forchetta si fece calare nel tondo che aveva dinanzi un poco di quelle radiche in insalata.

— Mentre la mangia codesto, disse Dorotea, io le farò cuocere l'uovo.

L'usuraio fece un cenno affermativo colla testa.