«— Ah siete qui ancora voi! Proruppe il primogenito dei figliuoli. Come osate tuttavia presentarvi in questo luogo?
«Io rimasi in asso e senza parola.
«— Sta, sta: disse il padre accennando colla mano al giovane di contenersi: ora parlo io a codestui. — Venite qua meco, Maurilio (soggiunse volgendosi a me con aspetto di grave corruccio), ho alcune cose da dirvi.
Passò nello stanzino che v'era dietro la bottega, ed io ve lo seguii, confuso ed attonito, non sapendo ancora quel che mi dovessi aspettare, ma temendo che la mancanza ai miei doveri avesse stanco il mio benefattore e mi valesse la perdita dell'impiego.
Il signor Defasi cominciò tosto senz'altri preamboli:
— Da qualche tempo io sono istrutto del vostro passato che mi avete così ben nascosto.
Io diedi in un sussulto e non potei frenare una esclamazione.
— Il signor Nariccia che vi ha visto per caso nel mio fondaco (seguitò il libraio) credette obbligo di coscienza venirmi a contar tutto quello che conosce dei fatti vostri.
Qui parlò più lentamente, pesando su ciascuna parola.
— Tutto! Ripetè. Quello che vi avvenne prima che foste da lui; ciò che faceste in casa sua.