— Ah! ti ho colto pur finalmente, miserabile ladroncello. Anche di giorno tu osi venire a servirti delle mie frutta, eh? Che sì che adesso, poichè ci sei cascato, l'hai da pagare per tutto quello che mi hai già portato via, mariuolo di tre cotte.

Il giardiniere che così mi aveva sorpreso, veniva crollandomi senza misericordia, mentre parlava, ed io, debole com'ero, a quelle scosse ed a quella nuova accusa, mi sentii tanto smarrito che credetti perdere i sensi. Mi lasciai cadere a terra, mentre le labbra mormoravano con voce appena se intelligibile:

— Perdono!... È la prima volta che qui vengo... Non mi perdete...

— Ah! la prima volta: urlava il giardiniere che dalla mia debolezza pareva vieppiù infierito. Come se non ti avessi visto io stesso a girare qui intorno a mo' della volpe intorno al pollaio!... Ah la prima volta, mentre ogni mattina quasi mi trovo il frutteto saccheggiato della più bella frutta!... Te la darò io la prima volta...

Mi veniva addosso più minaccioso che mai, e chi sa a che maltrattamento avrei dovuto sottostare, se in quella una voce soavissima non avesse suonato alle spalle di lui, dicendo con accento autorevole:

— Tonio che cosa fate?

Il giardiniere si fermò e si volse indietro con tutte le mostre del più profondo rispetto; io che giaceva in terra, mi sollevai sopra un gomito a guardare. Ella ci stava dinanzi. Era vestita di bianco ed un nastro cilestrino le svolazzava alla cintura; un altro nastro di ugual colore s'intrecciava sopra la sua fronte all'oro splendido de' suoi capelli. L'avresti detta una apparizione come quella del poema di Ossian.

— Che è stato? Ridomandò essa facendo scorrere quel suo sguardo divino da me che mi sforzavo a rialzarmi da terra e il giardiniere che levatosi il cappello lo faceva girare fra le sue mani, in mossa di tutta soggezione.

— Gli è stato: rispondeva quest'ultimo: che da molto tempo, appena sono mature, le albicocche e le ciliegie, ed anco le fragole, mi spariscono come se il diavolo venisse a beccarsele; e che finalmente adesso adesso ho colto qui questo bel capo nell'atto appunto che le rubava.

«Ella mi rivolse uno sguardo in cui si notava non isdegno, non disprezzo, ma compassione. Io mi sentiva per lo spasimo un sudor freddo spuntare a goccie sulla fronte; avrei voluto la terra mi si aprisse sotto i piedi ad ingoiare la mia vergogna.