— Ma allora tu cadresti da quell'altezza morale a cui ti rallegravi testè che questo amore ti abbia sollevato....

Queste parole fecero una grandissima impressione in Maurilio. Stette un istante come sovra sè stesso, poi ad un tratto, gettate le braccia al collo dell'amico, abbandonò la testa sulla spalla di lui e rompendo in pianto disse affannosamente:

— Compatiscimi, compatiscimi.... Ma io l'amo tanto!

CAPITOLO XXV.

Andrea aveva preso i denari che la generosità della signora Virginia aveva lasciato alla povera famiglia, ed era uscito dalla soffitta colla più ferma intenzione di recarsi a pagare tosto il padron di casa. Era venuto infatti sino all'uscio chiovato di ferro che metteva nel quartiere di messer Nariccia e già aveva steso la mano per prendere il capo della corda che suonava il campanello, quando un malcapitato pensiero lo arrestò.

— Portare a quello scellerato tutti questi bei scudi d'argento!... E noi, poveri diavoli, stentiamo dei mesi e dei mesi per vederne il segno!... Nariccia, tutti lo sanno, ne ha dei monti e dei monti di monete, e questo di più o di meno non fa più effetto che un bicchier d'acqua nel Po... Io invece, se mi potessi giovare di questa somma, quante cose non potrei procurarmi?... A quella povera donna di mia moglie, a quei miseruzzi di figli miei che vivono un'eterna quaresima?... Se prima di pagare il padron di casa, andassi a comprar qualche cosa per la famiglia? Certo questo preme più di tutto... Il medico ha detto tante volte che Paolina bisogna sostenerla con del buon brodo e della buona carne e dei buoni cordiali... Farei molto bene a correre lì da Pelone, a prendere un po' di quel che ci vuole per la mia donna, e quel brutto Nariccia pagarlo poi al ritorno...

Aveva lasciato andare il cordone del campanello, e rimaneva colà perplesso. Gli era quanto meno un sentimento di giusto affetto verso i suoi che si univa ad una ripugnanza istintiva di spogliarsi di quel danaro, per farlo esitare. Ma poi pensò alle tante raccomandazioni di Paolina, alle promesse che testè egli le aveva fatte, al piacere ch'ella avrebbe provato, quando il marito fosse stato di ritorno dicendole: possiamo star tranquilli fra queste quattro squallide pareti, ed elle sono casa nostra perchè abbiam pagata la pigione; piacere che avrebbe prodotto esso stesso l'effetto del miglior cordiale del mondo; e si decise a non aver più indugi di sorta. Aveva di nuovo afferrata la corda e stava per dare una tirata, quando sventuratamente suonò alle sue spalle una ben nota voce, la voce del suo genio malefico, quella di Marcaccio.

— Eh! che cosa fai tu costì, Andrea? Vuoi andare a far visita a quella buona gioia di messer Nariccia?

Andrea si volse verso il nuovo venuto, e l'aspetto con cui l'accolse, e la voce con cui gli parlò non dinotavano che gli facesse molto piacere la vista del suo compagno.

— E tu, diss'egli, che cosa vieni a far qui?