— Chi è che mi chiama? Diss'egli... Ah siete voi Marcaccio? Ed anche voi Andrea? Godo di vedervi tuttidue in buona salute. Siete voi che avete qualche cosa da dire a questo povero vecchio?

— Niente altro, rispose Marcaccio, che desideriamo di mangiare un boccone in compagnia con voi..... Sedetevi qua, e faremo quattro ciarle senza conseguenze.

Arom girò intorno il suo sguardo d'avoltoio sulla faccia dell'oste, poi su quella di Marcaccio, poi su quella d'Andrea: i due primi gli fecero un leggerissimo cenno d'intelligenza, cui afferrò tosto l'occhio esercitato del ferravecchio; Andrea aveva volto in là il viso con una certa ripugnanza. Gli era capitato pur troppo di dover passare per le unghie di quel vecchio scorticatore, e la compagnia di lui non era tale da tornargli piacevole il meno del mondo. Già si pentiva d'essersi lasciato tirare là dentro, e se l'avesse osato se ne sarebbe partito senz'altro.

Macobaro, che aveva capito press'a poco ciò che si voleva da lui, rispose colla solita umiltà bassa e codarda del suo contegno e della sua voce:

— Vi ringrazio molto, padroni miei, della vostra bontà, della vostra generosità. Un pover'uomo, un vecchio da nulla come sono io è troppo onorato da sì gentile invito; ma... mi rincresce... mi rincresce profondamente... di non potere accettare. Le mie abitudini... io non bevo mai vino... la mia cagionevole salute... io non posso mangiar mai altro che certe minestre cui sa prepararmi soltanto la mia vecchia Debora... la mia religione... siamo in certe epoche in cui ci viene imposta una rigorosa astinenza... tutto ciò mi impedisce di accettare; ma non ne sono meno riconoscente: e se la mia povera compagnia non vi torna affatto disgradita, ebbene io mi onorerò di sedermi qui al vostro desco e di assistere alla vostra colazione...

— Come volete: interruppe Marcaccio. A voi Pelone, sollecitate, e intanto svegliate un po' quel Meo che arrivi col salame e col vino.

Jacob sedette in faccia ai due operai, ed appoggiando sulla tavola i suoi gomiti stette lì cogli occhi bassi ad aspettare che gli si volgesse il discorso.

Meo sopraggiunse col vino e col salame. Marcaccio pose in mano d'Andrea per prima cosa un buon bicchiere pieno colmo.

— Bevi codesto, e alla nostra salute; anche alla vostra, Macobaro.

— Grazie, grazie mille. Vi restituisco a cento doppi gli augurii. Che voi possiate essere felici, sani e contenti, e con in tasca di buoni denari che non finiscano mai più, che la è poi la cosa principale in questo mondo.