I due operai avevano urtato insieme i loro bicchieri e tracannatone il contenuto d'un fiato.
— Voi dite proprio bene, Macobaro: soggiunse Marcaccio deponendo il bicchier vuoto sulla tavola e dando mano al tondo del salame di cui una mezza dozzina di fette fece cadere sul piatto del compagno. Voi dite bene. Aver denari in tasca, ecco il punto.... Quanto a me non mi lamento. Ho ben trovato io il modo di ricavarmela bene, senza farmi più a correggiuole la pelle, come facevo un tempo, quando ero uno sciocco qual sei tu Andrea, quando sgobbavo da mattina a sera e mangiavo pan secco... Ma gli è qui questo buon figliuolaccio d'Andrea che tira maledettamente il diavolo per la coda, e non glie ne resta mai manco un pelo tra mano... Bevi, Andrea.
E gli mesceva un altro colmo bicchier di vino.
— Io m'interesso a questo brav'uomo ed alla sua famiglia: continuava Marcaccio parlando a Jacob ed additando Andrea: io mi c'interesso con tutta l'anima. Vero come questo salame di maiale è fatto con carne di maledetta rozza!
— Ciò vi fa molto onore: disse col suo accento di piacenteria il ferravecchi; ciò mostra il vostro buon cuore.
— Sì, io ho un gran buon cuore.
Si rivolse al compagno, nel quale i bicchieri bevuti avevano già dileguata alquanto quella ripugnanza che aveva provato da principio.
— Vedi, Andrea, io vorrei vederti nelle mie stesse condizioni.... E se tu m'avessi ascoltato, a quest'ora saresti in ben altri panni da quelli in cui ora ti trovi.
— Oh sì: disse Macobaro: bisogna ascoltarlo, Marcaccio; esso è uomo che sa, che è pratico del mondo e che come si è aggiustato per bene le cose sue saprebbe aggiustar benissimo anche quelle degli amici.
Andrea, al quale il vino bevuto cominciava a dar maggiore comunicativa e più facile abbandono, scosse la testa e interruppe: