— Sì, sì: egli si è saputo aggiustar bene; ma la sua fortuna durerà finchè durerà.... Gli è per una strada che può da un momento all'altro rintopparsi coi carabinieri.
Marcaccio e Macobaro si guardarono con un ammicco di soddisfazione. Quando una coscienza, che si vuol corrompere, non ha più per tenersi nella strada della virtù la paura di fallire all'onestà, ma quella soltanto della repressione sociale, questa coscienza è molto presso a capitolare. E diffatti Andrea, che a mente tranquilla sentiva tuttavia un grande orrore alla sola idea di poter essere colpevole, quando i fumi dell'ebbrezza cominciavano ad offuscargli la mente, non discerneva più le cose sotto l'aspetto di prima e le proporzioni maggiori di ostacolo al male, le prendevano non le ragioni della virtù, ma quelle del timore del carcere.
— I carabinieri! Esclamava Marcaccio crollando la spalle; ma buonuomo che sei! si rintoppano in essi soltanto i minchioni e gli imprudenti; ora io non ti dico mica di essere nè l'uno, nè l'altro. E finchè ascolterai me, va là che non correrai nessuno di questi pericoli.
Pelone veniva loro innanzi coi piatti fumanti che Marcaccio aveva ordinati.
— Cominciamo per far ragione di questa buona roba che ci porta il nostro bravo ostiere. To', prendi e mangia e prestaci soltanto un poco di orecchia a Macobaro ed a me, che ti dimostreremo facilmente la cosa.
Pose sul piatto di Andrea un'enorme porzione e mentre il marito di Paolina si metteva ad ingollare grossi bocconi, Marcaccio continuava:
— Vedi mo, se io ho mai avuto il menomo imbroglio coi cagnotti della polizia... E Macobaro?
— Io sono un onest'uomo: esclamò con indignazione il ferravecchi.
— Ed ancor io son tale! disse Marcaccio con pari accento; e vorrei vedere chi mi venisse a sostenere il contrario.
— Siamo onesti uomini tuttidue: soggiunse Jacob con voce più insinuante che mai.