— E questa impronta? Diss'egli quasi involontariamente, quasi non sapendo che cosa dicesse.

— Ah! non avreste da procurarvela voi nemmanco: soggiunse vivamente il ferravecchi. Vi sarebbe fornita da altri.

Andrea appoggiò i due gomiti sulla tavola e sostenne colle mani la faccia. Sentiva la testa girargli sempre più.

— E le chiavi ch'io farei aprirebbero i forzieri di Nariccia? Domandò egli.

— Questo voi non avreste manco da saperlo: disse Jacob.

Ma il compagno d'Andrea con brusca uscita:

— Ebben sì, proruppe, a che nascondergli la verità? Si tratta di aprire i forzieri di quello scellerato.

Si curvò sulla tavola ed abbassò la voce. Le teste di quei tre uomini chine al di sopra delle vivande consumate si toccavano quasi.

— E' son pieni riboccanti di oro! Pensa Andrea!... I marenghini a sacchi!!... Tutta quella roba nostra; tutta poterla afferrare colle nostre mani!... Mai più miseria, mai più freddo, mai più fame!... Si prende tutto e si scappa...

— Si scappa: ripetè Andrea con voce bassa ugualmente: e la famiglia?