— Nella casa di Nariccia! Esclamò egli con un ruggito. Una donna malata! Quattro bambini!... E non sapete voi il loro nome?...

— Non so bene: rispose tutto pacato Graffigna. Ho sentito dire che il padre di quei poveretti era un fabbro ferraio, un certo Andrea....

Questi urlò una tremenda maledizione.

— Mia moglie!... I miei figli!...

Il colpo fu tanto forte che cadde sulla panca quasi esanime. Marcaccio gli fu intorno con un bicchiere di vino per riconfortarlo.

— Lasciami, lasciami: disse il povero ebbro allontanando da sè il bicchiere. Oh! lo scellerato; oh! l'infame. I miei figli, la mia donna malata, egli ha avuto cuore.... Ma l'ucciderò quell'uomo, sì l'ucciderò quel mostro, con queste mani....

— No, no, non dir codesto: susurrava Marcaccio con falsa pietà.

— Sì, sì, urlava più forte il disgraziato. Voglio vendicarmi. Oh credi tu che non mi abbia da vendicare?

— Sì, certo; e voglio anzi aiutarti nell'impresa.

Graffigna venne a ficcare in mezzo il suo muso appuntato da faina.