Queste parole, il modo ond'eran dette, il profondo turbamento dei tratti di lei, furono prova più che sicura a Gian-Luigi che la novella scrittagli da Ester era una verità. Le si accostò, la prese per la mano, e piantandole negli occhi il suo sguardo, disse con accento cupo che pareva una minaccia:
— Gli è dunque vero?... Maledizione!...
La giovane tolse via la sua dalla mano di lui, e si arretrò spaventata.
— Luigi!... Eterno Iddio!... Tu mi fai paura.
Il medichino si frenò di subito con quel dominio su se stesso che gli abbiamo già visto esercitar tante volte.
— Via, via, riprese egli con aspetto tornato tranquillo, pensiamo freddamente ai casi nostri... Abbiamo del tempo innanzi a noi; prima che la cosa possa venire scoperta, ci rimane agio ad immaginare e porre in esecuzione quel progetto che converrà meglio... Frattanto a te Ester che cosa sarebbe venuto in mente di fare?
Ester levò sul volto di lui i suoi grandi occhioni neri, e disse lentamente a voce bassa:
— Mi sembra che una cosa sola mi rimane da poter fare: fuggire, andare a nascondere la mia colpa all'abbominio de' miei ed all'ira di mio padre.
Gian-Luigi crollò le spalle.
— Fuggire!..... Dove?..... Come e in qual luogo trovare questo ritiro?