E non molto più di questo avremmo potuto scoprire ancorchè avessimo trovato modo di udire i confidenziali colloquii che ebbero luogo in proposito fra la Gattona e Padre Bonaventura, e fra costui e Nariccia. Essi parlavano di cosa della quale ogni incidente era loro ben noto, di cui non avevano da richiamare alla mente nè propria, nè dell'interlocutore alcuno dei precedenti, di cui pareva inoltre che niuno avesse molto gusto nel ricordare e ripetere i particolari: essi quindi si capivano a mezze parole e chi ignorava ciò che fosse avvenuto fra di loro, non avrebbe a niun costo potuto ricostrurre il complesso dei fatti dai tronconi che presentavano le loro frasi.

Fra non molto ci sarà dato di penetrare in questo mistero, intorno a cui gravita e s'aggira gran parte del nostro dramma; per ora contentiamoci di questo adombramento che ci mostra uniti nel passato da un certo legame, forse di complicità, i tre poco nobili e poco simpatici personaggi, del gesuita, dell'usuraio e della vecchia spigolistra, mezzana e peggio.

Costei, dopo il colloquio col frate, era stata ancora un poco alla soglia della chiesa del Carmine coi suoi candelotti, cui alla richiesta di questo o di quel divoto andava ad accendere ad uno od all'altro altare per la ricompensa di due soldi ciascuno; ma quella mattina la donna non aveva la mente rivolta a questo religioso e stupido commercio, sibbene stava fra sè ruminando ben diversi e più gravi pensieri ed a suo avviso ben più importanti per la sua sorte medesima.

Ecco press'a poco le cose che le frullavano per la testa:

— Se questo fosse proprio il ragazzo ch'io credo, qual conseguenza ne verrebbe per me? Buona o cattiva?.... Cattiva è impossibile..... Non son io che ho deciso la sua scomparsa ed ho invece procurato fosse ancora possibile il rintracciarlo un giorno.... E poi in più cattive acque di quelle dove affogo non ci posso cascare..... Se invece la scoperta di codestui è presa pel buon verso, non è forse il caso ch'io mi debba aspettare qualche larga ricompensa?.... Se mi ricordo bene, il figliuolo del padrone non voleva la sparizione del bambino. È un uomo così onesto che se gli si conducesse davanti quel giovane e gli si provasse chiaro esser suo sangue, lo accoglierebbe a braccia aperte e lo vorrebbe risarcire del tempo trascorso; lo farebbe, non foss'altro che in memoria della morta..... Impossibile che lasci nella miseria la persona che facesse questo miracolo!.... E il giovane balzato così ad un tratto in mezzo alla ricchezza, che riconoscenza non dovrebb'egli avere per me?

Sorrise colla sua bocca sdentata alla prospettiva delle ricompense che le avrebbe dato siffatta gratitudine.

— Padre Bonaventura, così continuava seco stessa, vuole ch'io non muova nè anco un dito, che lascii fare a lui.... Già, perchè vuol tirar l'acqua al suo mulino, vantaggiarsene egli, ed a me levarmene ogni merito..... E fors'anco che a lui ed a quel birbante di messer Nariccia conviene di più metter la cosa in tacere, che la continui ad andare come la è ita fin adesso, e chi ha avuto, ha avuto. Ma se la è così, non foss'altro che per far danno a quello scellerato d'un Nariccia che si avvoltola nell'oro e me lascia nella miseria, dovrei parlare... L'importante si è di saper bene su che terreno si mette il piede prima di fare un passo; bisogna conoscere anzi tutto se quel certo bottone è proprio quello, e inoltre investigare le disposizioni d'animo di colui dal quale tutto dipende... Se potessi vederlo!... A comparirgli dinanzi mi ci perito... ma via ho abbastanza di coraggio da superare ogni simile esitazione... Il guaio si è che pare aver egli giurato di non ricevermi più: per quante volte mi sono presentata al suo palazzo, e' mi ha fatto dar l'elemosina ma non mi ammise mai al suo cospetto. Potrei scrivergli una brava lettera, in cui gli direi che bisogna assolutamente ch'io gli parli, che si tratta di cose che lo riguardano... Ma per far ciò bisognerebbe che avessi già dall'altra parte chiarito il vero intorno a quel giovinotto: ed ora per contrattempo egli è arrestato e chi sa fin quando non potrò parlargli!...

Affondò nelle palme delle mani la sua testa dalle chiome bianche, arruffate, mal coperte da uno sporco e lacero fazzoletto, e rimase alcuni minuti in una tensione di mente straordinaria. Nel suo cervello si urtavano delle frasi bell'e fatte di quella lettera cui erale venuto in pensiero di scrivere.

— Finchè ci ho l'idea, bisogna ch'io non la mi lascii scappare, diss'ella poi riscuotendosi; comincerò per metter giù la mia brava missiva, a patto di farla ricapitar poi quando convenga.

Diede una gomitata a Gognino che, accoccolato presso di lei, tutto tremante e intirizzito dal freddo, sbadigliava a ganascie larghe.