— Animo, su, marmottone, drizzati, prendi il cestello dei candelotti e dei rosarii e vienmi dietro.
Il ragazzo non se lo fece dire due volte e passato il braccio nel manico della cesta seguitò la nonna co' suoi passetti stentati e zoppicanti per l'intirizzimento dei suoi poveri piedini indolenziti dai geloni.
Quando furono nella miserabile soffitta in cui la sera innanzi Maurilio s'era introdotto dietro la scorta di Gognino, per prima cosa la Gattona prese dal braccio del fanciullo il suo cesto dei candelotti, dei rosarii e degli agnusdei, e vi sostituì un altro con dentrovi alcune dozzine di mazzi di fiammiferi.
— To', diss'ella come desiosa di presto liberarsi del piccino, va e guarda di fare ammodo e di non baloccarti secondo il solito. Se questa sera non mi porti i dieci soldi, sta pur sicuro che ballerai una bella correnta.
Gognino allargò tanto d'occhi e guardò con istupore profondo il cestello che gli era stato messo al braccio e la nonna.
— Ebbene? disse ruvidamente costei dando colla mano uno spintone al ragazzo; che cosa c'è da star lì incantato? Non hai capito, o sei sordo?
— Ma.... balbettò Gognino.
— Ma, ma, ma, che ma vuoi tirar fuori adesso?
— Quel signore di ieri sera, disse timidamente il fanciullo, aveva detto che non mi mandaste più a vendere....
La nonna lo interruppe....