— Meglio che colle preghiere, poichè dite di voler giovare al nostro amico, voi lo potete fare col rispondere francamente e compiutamente alle domande che siamo venuti a farvi.
La Gattona si tacque e parve recarsi un istante sopra se stessa a riflettere.
— Queste domande sono venuti a farmele a nome di quel signore?
— Appunto.
— E come va?.... Scusino la mia domanda, ma io sono una povera donna che non conosco le cose del mondo..... Come va, dico, che poichè quel signore ora è libero, non è venuto egli stesso a farmi quelle domande che lor signori mi dicono importanti e la cui risposta può giovargli?
Don Venanzio, temendo qualche meno paziente risposta del suo giovane compagno, s'affrettò a risponder egli.
— La vostra osservazione è giustissima; però conviene che sappiate la cosa essere di tal natura, che un estraneo può trattarla colla ponderazione che ci vuole molto più di chi vi è principalmente interessato; inoltre, che ardendo di vivissimo desiderio d'essere chiarito il più presto possibile intorno alle cose che siam qui per domandarvi, e non potendo tosto venire egli stesso perchè trattenuto da alcuna bisogna, Maurilio medesimo ci ha pregati di recarci qui in sua vece; e perchè abbia pregato noi piuttosto che altri, capirete agevolmente, quando saprete che costui — l'avvocato Giovanni Selva — è uno de' più intimi suoi amici, ed io sono un povero prete di campagna che l'ho conosciuto fin dai suoi primi anni, e l'ho educato ed amato sempre quasi come se del mio sangue.
La Gattona fece un atto d'acquiescenza, come per significare che quelle spiegazioni la soddisfacevano per l'affatto; poi dopo un poco di silenzio in cui si vedeva ch'ella aveva studiato con molta prudenza il modo di governarsi e le parole da pronunziare, ella disse:
— Favoriscano allora di farmele codeste domande ch'io risponderò schiettamente come son usa sempre di fare, e nulla desidero di meglio se non che le mie risposte possano giovare, come loro dicono, a quel signore.
Nè Don Venanzio, nè Giovanni, erano molto destri in quell'arte di simulazione e di accortezza che costituisce il pregio d'un buon diplomatico, e il miglior mezzo per arrivare un fine pensavano che fosse, e non sapevano usarne altro, quello di camminare schiettamente, a testa levata verso di esso. Per ciò Giovanni volendo risparmiare al vecchio sacerdote la fatica e il fastidio delle interrogazioni, cominciò egli a dire senza più preamboli: