Ma il più importante per lui era frattanto avere alcuna maggior sicurezza su quello che il marchese aveva letto o non letto del manoscritto. Per ciò, soggiuns'egli tornando nella precedente esitazione:
— Ma per definir meglio la ragione e i limiti del dibattimento.... credo..... e il signor marchese mi farebbe un favore se mi restituisse quell'infelice scritto,.... credo che sarebbe opportuno si leggessero le parole testuali dei passi intorno a cui Ella mi vuole riprendere o interrogare.
— Molto volentieri le restituerei quel suo libro, rispose il marchese, ma in questo momento esso non è più in mio potere. Trovasi nelle mani di chi ha diritto di veder tutto e saper tutto: nelle mani del Re.
Maurilio fece un trasalto per la meraviglia.
— Del Re! esclamò egli.
— Del Re! ripetè giungendo le mani Don Venanzio più spaventato ancora che stupito.
— Sì, riprese Baldissero; a S. M. è stata riferita, come di dovere, ogni cosa; il Re ha desiderato leggere egli stesso le cose da lei scritte.
— Misericordia! esclamò il buon Don Venanzio con maggiore lo sgomento, chi sa quante pazzie ci saranno colà dentro!.... E che cosa dirà il Re?
Ma questa notizia, invece di atterrire, parve aver rassicurato Maurilio. Il suo contegno divenne più libero ed agiato, e fu con voce tranquilla che egli disse a sua volta:
— Il signor marchese e S. M. medesima — spero — non trascureranno d'aver presente che quelle cose furono buttate giù per non esser viste da altrui, soli appunti di pensieri che passarono per la mente d'un giovane, fatti concreti sbadatamente in poche parole. Se quelle idee avessero saputo di dover comparire innanzi a tali che le potevan condannare, avrebbero preso altra forma, altro sviluppo, una veste più acconcia.