Baldissero guardò bene in volto il giovane, e per la prima volta travide negli occhi di lui il corruscare dell'intelligenza.

— Vuol dire, interrogò egli, pronunziando lentamente, quasi perchè il suo ascoltatore avesse tempo a soppesar bene le parole: vuol dire che in quel suo scritto non è espressa la forma definitiva del suo pensiero, e che s'Ella avesse da manifestare altrui cotali idee, le vorrebbe modificare?

— Quanto alla sostanza no: rispose vivacemente Maurilio che pareva tornare a poco a poco in tutta la libertà del suo spirito; sì quanto alla esposizione e fors'anco a qualche deduzione delle medesime.

— Codeste le son dunque convinzioni radicate nel suo animo, stillate per così dire dalla sua riflessione, e non opinioni raccolte qua e colà per vaghezza giovanile dai moderni novatori, le cui speciosità illudono agevolmente una mente non ancora matura?

Maurilio rispose con forza temperata dal rispetto:

— Ah signor marchese, qualunque elle sieno, le mie povere idee, le assicuro che le ho meditate, stacciate traverso il crivello del mio debole criterio, e le sono portato della mia mente, sangue, se così potessi dire, della mia intelligenza.

C'era in queste parole e nel tono con cui furono dette, una certa onesta baldanza che non dispiacque al marchese.

— Non ne voglio dubitare, disse questi; ma non le pare che simili idee abbiano troppa temerità nella loro ricisa affermazione? Ella parla delle condizioni della società, e vuole di questa mutate le basi e i rapporti economici e politici: ora Ella è giovane di molto, e come nel poco tempo di sua vita può avere tanto visto e conosciuto da poter chiaramente rendersi conto in tutte le sue innumere parti di ciò che si tratta di riformare, da comprendere il complesso dei fatti e delle leggi che ci hanno luogo, da abbracciare tutte le fasi del ponderoso problema?

Maurilio approfittò d'una piccola pausa che fece il marchese, per rispondere vivamente e senza indugio:

— Sì, i miei anni di vita furono pochi di numero, ma tali pur tuttavia da contare per assai più, mercè la moltiplicità e la gravità degli avvenimenti che li avvicendarono.