Il marchese sorrise di quello zelo.

— Va benissimo, diss'egli: ma quanto a noi, signor Benda, io non ho ancora compito tutte le promesse che le feci questa mattina. Le ho detto che a suo figlio, il mio ed io stesso avremmo data una onorevole riparazione, esclusa quella assurda del duello.

— Ah, sì signore.... sì Eccellenza.... escludiamo questa brutta cosa.

— Che direbbe Ella se al signor avvocato Benda, in presenza di tutto quanto vi ha di più nobile e di più scelto nella società Torinese, io marchese di Baldissero e mio figlio il conte Ettore andassimo a porger la mano come ad uomo che non solo si stima e si apprezza, ma si ritiene e si vuole per amico? Non le parrebbe questa una sufficiente riparazione?

— Signor sì! signor sì! Esclamò l'industriale commosso. E le ripeto ciò che le dissi questa mattina, signor marchese, Eccellenza..... che la sia benedetta!...

Il marchese con un cenno della mano pose freno a quell'entusiasmo di riconoscenza.

— Or bene: soggiuns'egli: ciò avverrà questa sera medesima, alla festa da ballo data dalla baronessa X. So che suo figlio è in relazione con quella casa: gli dica che non manchi, e colà, senza che abbia bisogno di farsi presentare a me che di persona non lo conosco ancora, sarò io che cercherò di lui.

Giacomo tornò a confondersi nelle proteste della sua riconoscenza e della maggior soddisfazione. Quando poi fu tornato a casa ed ebbe narrato al figliuolo ciò che era intravvenuto fra lui e il marchese, Francesco non fu lento nè svogliato ad assicurare che a quel ballo non sarebbe mancato: più del pensiero della onorevolissima riparazione promessagli, lo spingeva l'idea che colà avrebbe di nuovo veduto Virginia, potuto avvicinarla, parlarle, bearsi del suono della sua voce, di alcuni almeno de' sguardi suoi.

Il marchese a sua volta aveva ordinato a suo figlio, e con quel tono a cui bisognava assolutamente obbedire, che gli toccava recarsi a quella festa e in compagnia di suo padre andare a rivolgere la parola e porger la mano per primi a Francesco Benda. Ettore dopo resistito un poco, aveva dovuto cedere al comando paterno, ma colla bile in cuore e col celato proposito di ripagarsi poi alla prima occasione su quel borghesuccio medesimo del sacrificio, secondo lui, enorme, che doveva fare per allora il suo orgoglio.

La baronessa X era quella compagna di collegio ed amica di Virginia, la quale aveva a costei primamente fatto conoscere di persona Francesco: e verso le dieci della sera di quel giorno in cui abbiamo già visto compirsi tanti avvenimenti, nelle sale eleganti di quella giovine signora si trovavano radunati in mezzo ad una sceltissima accorrenza di invitati, il marchese e la marchesa di Baldissero, il loro figliuolo Ettore, la loro nipote Virginia e il borghese Francesco Benda.