Graffigna si curvò sopra il vecchio suo compagno di delitti e d'infamia. Stracciaferro apriva gli occhi; ma il suo sguardo torbido ed appannato dinotava come al suo cervello intronato non fosse ancora tornata la funzione di quell'intelligenza cui la natura già gli aveva data in sì scarsa proporzione, e cui la continuata ubbriachezza aveva ancora ottusa di tanto.

— Eh! non sarà nulla, disse Graffigna chino sull'omaccione, e' comincia a rifar l'occhiolino. Suvvia, soggiunse parlando al caduto, e scuotendolo per le spalle, animo, mio caro amico che tu possa crepare; non farci delle smorfie da femminetta e levati sulle piote, pendaglio da forca, mio degno compagno.

Stracciaferro trasse un grosso e profondo sospiro, e messosi con gran pena a sedere girò intorno uno sguardo da trasognato.

— A me, a me, riprese l'omiciattolo dalla faccia di faina. So ben io che cosa ci vuole a questo maccaco, nostro benemerito socio, per fargli tornare l'anima in corpo.

Prese sulla tavola il fiaschetto dell'acquarzente e ne mescette un colmo bicchierino, che venne a porre a contatto delle labbra spesse e tumide di Stracciaferro.

— Orsù, gli disse, bevi codesto, e lesto in gamba, che ti carezzi il piede di Gasperino[10].

Con un moto puramente animale Stracciaferro ingoiò il contenuto del bicchierino, e parve in verità che ciò gli ridonasse gli spiriti, perchè un qualche raggio di luce venne a brillare nei suoi occhi.

— Olà, non l'abbiamo ancora finita? Gridò allora la voce imperiosa ed impaziente del medichino.

Il vecchio galeotto tutto si riscosse; volse a quella parte ond'era venuta la voce, i suoi occhi rossi di sangue ed infossati nelle livide occhiaie, e incontrò lo sguardo superbo di supremazia disdegnosa, e vide l'aspetto imponente di quel giovane dall'alta fronte orgogliosa, a cui la sorte aveva tutto accordato: bellezza, intelligenza, coraggio, fermezza e perfino la forza muscolare. Che cosa si passò egli nell'animo di quello sciagurato la cui bassa natura confinava colla cieca animalità? Quello sguardo e quello aspetto lo vinsero più ancora della forza di quel colpo materiale che lo aveva atterrato: fece come una fiera in gabbia che ha voluto ribellarsi al suo domatore e che questi col dolore delle percosse e colla forza magnetica dell'occhio fascinatore, fa rientrare nella timorosa soggezione.

— Alzati ed accostati: gli comandò breve ed asciutto il medichino.