Stracciaferro si alzò non senza stento e venne accostandosi al capo della cocca con passo tuttavia mal sicuro.

— Sei persuaso ora d'aver torto? gli chiese bruscamente Gian-Luigi.

L'omaccione mandò uno de' suoi grugniti che poteva passare per un'esclamazione affermativa.

— Sta bene..... Una severa punizione l'hai meritata; ma per questa volta, mi contento di quel poco di correzione che hai preso... Per questa volta, intendi?..... Ad un'altra, al menomo cenno d'insubordinazione, al menomo contrasto alla mia volontà, ti faccio saltar le cervella, com'è vero che io qui sono... E così di qualunque altro che osasse imitare il tuo esempio. Ciascuno se lo tenga per detto.

Fece scorrere di nuovo sulle faccie dei presenti il suo sguardo lento, pacato e severo; e più di prima ancora, non trovò che fronti chine ed umilmente sommesse.

— Ora non se ne parli più: continuava col tono di generosa clemenza d'un Tito. Siedi costà e impiega tutto quel po' di cervello che ti resta a tentar di comprendere ciò che sto per dire ed ordinare.

I componenti il supremo Consiglio della cocca erano adunque tutti seduti intorno alla tavola a cui capo stava il medichino e con vivissima curiosità ed attenzione aspettavano le comunicazioni per cui erano stati colà raccolti.

Gian-Luigi così cominciò a parlare:

— Fin da principio che io assunsi quest'importantissimo ufficio che voi m'avete voluto affidare, fu mio proposito chiamare la nostra associazione a ben più alti destini di quelli a cui l'avessero spinta, cui avessero pur anco sognato soltanto tutti i miei predecessori. Noi per un'ingiustizia fatale siamo privi dei beni della sorte e con quello che la comune chiama delitti cerchiamo riparare a questa ingiustizia; ma gli effetti dei nostri atti non sono che temporanei, non riescono che a successi parziali, in una menoma parte soltanto dell'immenso complesso dei beni umani, non giovano che a pochi individui, per poco tempo, lasciando definitivamente nelle medesime condizioni la nostra classe, tutti quelli che come noi non hanno nulla, i poveri, gli umili, i derelitti e calpestati dai potenti — la plebe!

Graffigna fece un atto che significava chiaramente com'egli degli altri se ne curasse meno d'un mozzicone di sigaro e che contentavasi affatto di que' certi successi parziali che facevano entrare qualche buona manciata di monete nelle sue tasche. Ma il medichino volse per azzardo gli occhi verso di lui, ed egli, rinsaccato ancora il capo in mezzo alle spalle, chiuse gli occhi, come per assorbire di meglio le parole del suo superiore e meditarvi su con più attenzione.