— E farai secondo ciò che ti dissi?
Pelone provò di nuovo a ricorrere alla sua tosse: ma si accorse tosto che con quel mariuolo lì lo spediente non serviva a nulla, e ch'egli ci giuntava la fatica.
— Farò: disse con un lievissimo susurro.
— Bada bene che a Graffigna non si manca di parola; disse l'omiciattolo che arrivava appena alle spalle di quella pertica di Pelone, e innanzi al quale pure l'oste aveva un contegno tutto umiltà e paura: — bada bene, ripeteva levando con atto d'intimazione il dito indice della mano destra, che con noi non si scherza!....
— Non ischerzo: mormorò il taverniere con voce da moribondo.
— E perchè guardi sempre costà per terra o sulle tue barcaccie di scarpe? Chè hai paura a mostrarmi la bella pupilla degli occhi tuoi, martuffo d'uno scimione, mio caro compagno?
— No no, disse sollecito Pelone facendo un sorriso da becchino con quella sua faccia da morto: vi guardo benissimo e molto volentieri, compar Graffigna: e fra sè, per corollario: che tu potessi affogare in fondo alla melma d'una fogna!
— Ad ogni modo, ripigliava Graffigna, ricordati che qualcheduno potrà udire i discorsi che tu terrai con quel cotale.
Pelone fece un tentativo, che riuscì poco felice, per dirizzare il suo lungo corpo in un moto d'indignazione.
— Come! esclamò egli; si diffiderebbe di me?