Prima d'allontanarsi pose ancora l'occhio alla fessura e vide Barnaba che tornato a sedersi tranquillamente, pareva assorto in importante meditazione, mentre aspettava la venuta di Maddalena.

— Va, va: disse Graffigna coi denti serrati e facendo un atto di minaccia di dietro l'assito: potresti fare il tuo testamento e raccomandarti l'anima, chè questa è l'ultima tua ora, e tu puoi contare di essere in confortatorio.

Scese rapidamente la scala che menava nel corridoio sotterraneo, illuminato, come sappiamo, dalla fioca luce di rade lucerne postate ad una certa distanza fra loro, lungo di esso.

— Come giuns'egli questo birbante a scoprire cotal segreto? seguitava intanto a pensare, mentre colle sue gambe corte s'affrettava quasi di trotto verso il Cafarnao. Che qualcheduno ci abbia tradito? E chi? Pelone forse?.... Ah tanaglie e forca! Se mai fosse!....

Comparve trafelato innanzi a Gian-Luigi, il quale nel suo riposto gabinetto era affondato nelle più importanti occupazioni della sua iniqua carica di capo della cocca.

— Scusi se la disturbo, diss'egli affrettatamente, dimenticando perfino di levarsi di capo il suo frusto e sporco berretto: perdoni illustrissimo se le capito così inopinatamente contro tutte le regole della disciplina e della buona creanza; ma Ella deve già conoscere abbastanza Graffigna, per capire che, se così faccio, si è perchè vi ha una grande ragione, una grandissima ragione.....

Il medichino alzò gli occhi dalle carte che aveva dinanzi, li volse mezzo corrucciati su colui che veniva ad interrompere il suo lavoro, e disse con accento di chi vuol presto sbrigarsi d'un impaccioso:

— Ebbene? che cosa c'è?

Graffigna, persuaso quant'altri mai che quello non era momento da far delle frasi, raccontò in poche parole ciò che aveva visto. Il medichino sorse da sedere con un sussulto, la sua ruga minacciosa di subito impressa nella fronte, una fiamma infernale entro gli occhi.

— Maledizione di Dio! esclamò egli, e tese la destra col dito indice appuntato verso il galeotto, a cui l'aspetto in quel punto veramente terribile del suo capo incuteva un timore pieno di riverenza. Se tu non ci liberi da quell'uomo, Graffigna, se tu non vieni a giurarmi pel cielo e per l'inferno, per la tua gola e per la cocca, che quell'uomo è tolto dal numero dei viventi, guai a te!.... Gli è la tua pelle che me la pagherà.