— No; sono aspettata.
— Ah ah!... Non parlo più: allora, passando di là, fate il piacere di dire a Pelone che venga qui.
Nella stanzaccia dell'osteria non c'erano più che due avventori: uno era Andrea, il quale, appoggiate le braccia sul desco e sopravi il capo, s'era addormentato sotto l'influsso dell'ebbrezza; l'altro era Macobaro, che solo in un angolo, concentrato in se stesso, ruminava nella sua mente l'immensità della sciagura che gli era precipitata addosso ed accarezzava il pensiero e l'ancora incerto proposito della sua vendetta. Egli ritardava più che poteva il momento di tornare a casa. Giunto colà che cosa vi avrebbe fatto? L'idea di ritrovarsi in faccia alla sua figliuola colpevole gli era adesso penosa oltre ogni dire. Avrebbe voluto non rivederla più mai: frattanto rimaneva assorto ne' suoi cupi pensamenti, e lasciava passare le ore.
Pelone chiamato nel camerino da Barnaba, per mezzo di Maddalena (la quale poi erasi affrettata ad uscire di colà per recarsi dall'altro segreto passaggio al luogo dove il suo amante stava attendendola); Pelone andò con passo più lento ancora del solito verso il gabinetto in cui era il poliziotto. Non gli restava altro che mandarlo via; e non aveva ancor bene risoluto fra sè il modo migliore con cui far codesto; sapeva che metterlo fuori dell'osteria era un mandarlo alla morte, e provava in se stesso alcuna cosa che quasi poteva dirsi rincrescimento, non già che ad ispirargliela fosse la debolezza della pietà, ma sibbene l'egoismo della paura di rimanerci compromesso egli medesimo. La sua salute, la sua sicurezza dipendevano da quelle relazioni opportune ch'egli sapeva mantenere colla polizia da una parte, colla cocca dall'altra; e Barnaba era il frego d'unione fra lui e la prima di queste due potenze. Una volta rotto l'equilibrio, egli poteva essere esposto ai maggiori pericoli. L'uccisione di Barnaba rompeva questo sapiente equilibrio da una parte, e s'egli avesse cercato di sottrarre il poliziotto a codesta sorte, l'equilibrio precipitava dall'altra. Il bravo Pelone non s'era mai trovato in un simile imbroglio: ed ecco perchè il suo passo era più lento del solito, la sua faccia più lunga che mai mentre camminava verso il camerino dall'uscio a vetri.
Barnaba da parte sua pensava che l'oste lo avrebbe probabilmente messo a fronte di qualche scellerato con cui non gli occorreva solamente accortezza per sapersi governare, ma gli sarebbe stato necessario coraggio fors'anco per difendere la sua vita: e, preparato com'era ad ogni cosa, riandava seco stesso ciò che aveva preventivamente studiato dover dire in tal circostanza e guardava se fossero sotto la sua mano e agevolmente impugnabili i calci di due pistole a doppia canna che aveva nelle due tasche dei calzoni.
— E così, compare Pelone, domandò egli al bettoliere che entrava; questi amici sono venuti?
— No signore, rispose l'oste; e' non son venuti, e non verranno più, perchè gli è mezzanotte, e bisogna ch'io chiuda l'osteria, se non voglio buscarmi la mia buona multa.
Barnaba s'alzò lentamente.
— Vuol dire che mi mandi via?
— No.... tutt'altro.... Ma Ella conosce i regolamenti e gli ordini del signor Vicario, e spero che non vorrà che mi tocchi una contravvenzione.