Ella, fornita d'un nome illustre, appartenente ad una famiglia del più puro e superbo patriziato, con entro le vene il sangue più aristocratico che vantar si potesse, non pensò neppure che il giovane, la cui vista aveva parlato al suo cuore, non aveva al nome onoratissimo congiunto un titolo trasmessogli da parecchie generazioni di avi; ch'egli apparteneva ad una classe che i suoi, ed ella stessa allevata in quell'ambiente, erano avvezzi a considerare come inferiore. A dispetto dei pregiudizi della sua casta, a dispetto della educazione ch'ella aveva ricevuta al Sacro Cuore, fatta apposta per ribadire gli errori delle superbie aristocratiche, Virginia aveva pure in sè, naturalmente, un più giusto concetto della vera nobiltà, da vedere quest'essa nei meriti dell'ingegno, nel valore della persona, oltre che nella sonorità d'un titolo dato ciecamente alcuna volta dall'azzardo della nascita. Il vero è ch'ella a di codeste considerazioni non si fermò neppure; nè forse ci avrebbe pensato di poi, se un discorso avvenuto un dì fra sua zia e suo cugino Ettore non avesse rivolta la sua attenzione su cotale argomento.

Si era nel salotto, dopo il pranzo, prendendo il caffè. Il marchese padre sedeva al suo solito posto sulla poltrona presso il camino; la marchesa gli stava di faccia, impettita orgogliosamente nella sua orgogliosa positura immutabile; Ettore si consolava della privazione di fumare impostagli nel salotto dal severo divieto paterno, rotolando voluttuosamente colle dita un pizzico di foglie di Latachia in un pezzetto di carta senza gomma, per farne un sigaretto; Virginia seduta ad una tavola su cui una lampada accesa, sfogliava un album elegante con mano sbadata, e ne guardava con occhio distratto le immagini.

— Ha Ella sentita la novità? cominciò Ettore: la figliuola del marchese R... sposa il conte B....

La zia di Virginia fece un'alzata di testa d'una espressione superbamente sprezzosa.

— Conte, conte, diss'ella: bel conte ma foi! Suo padre faceva l'avvocato o il procuratore, o qualche cosa di simile.

— Era dapprima avvocato patrocinante, si fece immensamente ricco...

La marchesa crollò il capo.

— Eh! si sa che bei modi ci hanno questa brava gente.

— Allora volle se désencanailler, passò nella magistratura, pervenne per non so qual cammino alla toga rossa da senatore, costituì un maggiorasco ed ottenne dal Re il titolo di conte.

La marchesa mandò un sospiro.