Uno sguardo di Virginia — un solo, ma che sguardo! — lo compensò ad un tratto di tutta la rabbia, di tutto il furore che lo aveva dovuto corrodere la notte precedente per l'insulto del marchesino, la giornata trascorsa per la prepotenza dell'arresto. Sotto l'influsso di quello sguardo sentì innanzi a sè stesso accrescersi il suo valore; gli parve di ingrandire e superare il livello comune di tutti quei blasonati e titolati scioccamente superbi che gli stavano attorno; quello sguardo di lei lo sollevava sino alla sfera superiore in cui essa era, indegni tutti gli altri di arrivarci.
Il marchese di Baldissero, scambiati i convenevoli colla padrona di casa, le disse di poi con quel tono di naturale distinzione, che era uno dei pregi del vecchio nobile:
— Costì, se non isbaglio, è l'avvocato Benda. Desidererei molto ch'egli mi fosse presentato; e se quel giovane non ci si rifiuta, vorrebb'Ella, baronessa, avere codesta compiacenza?
La baronessa acconsentì molto volonterosa e si accostò senza indugio a Francesco: in tutta la sala si fece un movimento d'attenzione vivissimo; le conversazioni furono sospese quasi di comun accordo, tutte le faccie si volsero a quel punto del salone dove si trovavano a pochi passi di distanza, in faccia l'un dell'altro, il marchesino di Baldissero presso suo padre e l'avvocato Benda, quasi isolato dal resto della gente. Tutti avevano compreso che essendo insieme colà quei due individui fra cui tanta ragione vi era di urto e di lotta, alcuna cosa avrebbe avuto luogo, ed ora argomentavano che questo qualche cosa sarebbe tosto intravvenuto. Uno spazio vuoto fu lasciato intorno ai personaggi di quella scena che stava per succedere, come campo alla loro azione; e il fruscio della veste della baronessa che camminava verso Francesco, fu il solo rumore che in quel momento si udisse in quella sala.
La padrona di casa parlò a mezza voce, ma nel silenzio che s'era fatto le sue parole furono udite da tutti.
— Signor avvocato, diss'ella a Francesco, voglio presentarla a S. E. il marchese di Baldissero.
Francesco s'inchinò leggermente. Il cuore gli batteva un pochino; ma nello sguardo di Virginia aveva egli attinto tutta la sicurezza onde aveva bisogno in quell'istante sotto i numerosi, poco a lui simpatici sguardi di tutti quei superbi spettatori di tal scena.
— È un onore per me: rispos'egli con una freddezza non ostile ma spiccata ed un dignitoso riserbo: e ne la ringrazio vivamente.
La baronessa si trasse un pochino da parte per iscoprire al giovane la vista del marchese, e fece un atto, come ad invitare Francesco ad avanzarsi. Fra il giovane borghese e il vecchio nobile era la distanza di sei passi; ma quel piccolo spazio vuoto in mezzo alla folla era in tal momento come un'arena in cui venissero a cimentarsi con armi cortesi i rappresentanti di due classi, di due principii avversarii. Benda ebbe il fugace sentimento di codesta condizione di cose, e pensò rattamente, che in quel punto non era solamente l'onor suo e il suo decoro cui si trattava di sostenere, ma quelli della sua classe, del partito liberale a cui apparteneva. Sviò lo sguardo dalla bellezza di Virginia, s'impose di non vederla più per quel momento, e fissò i suoi sereni e limpidi occhi azzurri sulla nobile faccia del marchese.
Questi aveva sulle labbra una lieve mossa che non era un sorriso, ma vi si accostava e produceva l'effetto d'una preveniente gentilezza, aveva nel contegno un'aspettazione che era un incoraggiamento; la marchesa, ella, si era volta in là con un'evidente ostentazione, ed affettava volgere lo sguardo traverso le lenti dell'occhialino che teneva in mano con un'impertinenza supremamente elegante e la sua attenzione a tutt'altro oggetto; il marchesino Ettore stava di un passo più indietro di suo padre, e la contrarietà e il contrasto ch'ei provava nel suo interno tra il dispetto e la soggezione al comando paterno si traducevano nella non dissimulata ironia del suo sogghigno a fior di labbra; Virginia coraggiosamente guardava a fronte levata Francesco.