Le tante, profonde, inesprimibili emozioni di lui, sotto lo sguardo benigno della fanciulla amata, ebbero il coraggio e la forza di trovare e di mandargli alle labbra un'espressione. Fu anche questa volta una parola sola, ma quante cose contenevansi in essa! Giunse le mani in atto di chi adora, e ripetè l'esclamazione con cui aveva salutato commosso il comparirgli delle vaghe di lei sembianze.

— Virginia!

Ella non cessò di guardarlo: si pose una mano sul cuore e il suo corpo elegante si sorresse vieppiù al mobile a cui era appoggiata, come se le venissero mancando le forze; un'ombra lieve di sorriso, timido, quasi involontario le alitò sulle labbra semiaperte. L'abituale nobile fierezza del suo aspetto s'era fusa anch'ella nella soavità dell'emozione; non ci rimaneva più che sotto le spoglie del dignitoso riserbo della virtù. Com'era lungi in quel punto dall'anima sua ogni influsso di pregiudizio sulla superiorità di casta!

Francesco intanto sentiva, in mezzo al quasi doloroso e pur soave palpito del cuore, al turbinio de' pensieri nella mente, alla foga delle sensazioni, crescergli il coraggio. Parlò tremando, con voce soffocata e rotta dall'emozione, con accento che da quello stesso inciampo del suo turbamento profondo acquistava nuova efficacia.

— Quante volte ho desiderato potere a lei presente rivolgere il suono di queste note!... E quante a lei, alla sua immagine, presente sempre al mio pensiero, ho fatto omaggio di queste aspirazioni vestite della forma dell'armonia!... Ma come in questo istante è riuscita inefficace la mia mano ad esprimere quel ch'io sento, quel ch'io vorrei!... Se avessi potuto mettere in questo freddo stromento una parte soltanto di quello ch'io provo!... Oh se potesse all'anima sua parlare direttamente l'anima mia!...

Un riso divino, un lampo di angelica luce balenò negli occhi, su tutta la fisionomia animata di Virginia.

— Perchè credere ch'io non abbia inteso il magico linguaggio di que' suoni?..... Colle parole del nostro idioma terreno chi potrà dir mai quello che dice il meraviglioso alito dell'armonia?...

Francesco sorse in piedi, la sua mano incontrò per azzardo quella di Virginia che pendeva presso al pianoforte a cui sempre teneva appoggiato il gomito; a quel tocco un brivido corse come un dolcissimo fluido tutte le membra di ambedue. Egli non ritrasse la sua mano; quella di lei non isfuggì neppure: le due destre stettero vicine l'una all'altra, toccandosi, senza stringersi, agitate da un lieve tremore, attingendo a vicenda da quel contatto un fuoco sottile che si metteva a circolare col sangue nelle loro vene. E frementi in tutto l'esser loro, accomunati in un solo e medesimo trasporto; stavano lì, in faccia l'un dell'altra, guardandosi, i due giovani innamorati.

— Ella mi ha dunque compreso? soggiunse Francesco con voce cui la passione e la gioia serravano nella gola; Ella ha compreso la potente, sconfinata adorazione che si eleva dal mio cuore verso il suo?..... Sì una vera adorazione, glie lo giuro, pura e santa come l'anima sua, ardente come la febbre di questo divino trasporto che mi fa batter le tempia.

Si lasciò scivolare dal seggiòlo su cui sedeva, in ginocchio ai piedi di lei e giunse le mani con atto di supplicazione appassionata, e pregò collo sguardo acceso delle più vive fiamme d'amore.