— Dovrebbe essere eziandio l'ultima volta che ci vediamo....
Francesco protestò con un'esclamazione di dolore.
Ella fu sollecita a soggiungere:
— Che ci vediamo almanco per effetto di nostra volontà. Ella deve sfuggirmi — e di ciò la prego —; io sfuggirò in ogni possibil modo la sua presenza. Che cosa avremo ancora da dirci collo sguardo o colla parola? Le nostre anime si sono rivelate: ora ciò che prima era un'imprudenza, una debolezza, sarebbe una colpa. Ciascuno custodirà come vuole nel suo cuore il comunicato segreto, le sue impressioni, le sue memorie; ma non dimenticherà più che una fatale barriera ci divide.
Francesco ebbe dal suo dolore il coraggio di ribellarsi a questa crudele sentenza, e con una specie d'esplosione proruppe:
— Questa fatale barriera è una vanità. Si cammini contro di essa risolutamente e la sparisce sotterra. Che? L'amore ci apre le delizie più sublimi dell'Eden; e noi non oseremo entrarvi, perchè sulla soglia ci sta un vano fantasma? L'amore è potente ben più di queste misere incantagioni; ben altri e più ardui ostacoli sa e può superare... Non amato, poteva io cedere alla sventura, ritrarmi e morire; ma forte dell'amor suo, come rinunziare alla felicità? Nol posso, nol debbo, nol voglio!
Virginia arrossì, fece un atto pieno di dignità a tener lontano il giovane che le si voleva accostare, e con uno sguardo ed un accento animati, ma più che da sdegno da dolore, disse nobilmente:
— Mi vuol Ella far pentire d'aver parlato?
Ogni audacia cadde subitamente dall'animo di Francesco.
— Perdono! perdono! balbettò egli chinando con mossa sconsolata la testa; ma se ogni speranza di possederla è persa, è persa per me ogni ragione della vita... Il solo essere amato da Lei è un orgoglio sublime, è una gioia di paradiso. Io l'ho accolta qui — tesoro dell'anima mia — ma tanto vale che io la porti meco nella tomba..... Potrei io resistere a vederla in possesso d'altrui?