Benda compose la sua faccia ed il suo contegno.
— No, non eran sogni, diss'egli con una giocosità melanconica: i sogni sono di cose impossibili, immaginarie; il mio pensiero si trovava alle prese colla più spiccata realtà.
— Molte volte meglio la realtà anche brutta che una sciagura immaginata, temuta: disse la contessa con una specie di foga. I nostri dubbi, i nostri sospetti ci sono più crudi tormentatori che la fierezza medesima del destino.
Francesco s'inchinò senza rispondere.
Candida riprese dopo una piccola pausa:
— Mi dirà Ella indiscreta se io le confesso di sentire interesse per Lei?
— Oh signora contessa! esclamò il giovane inchinandosi di nuovo.
Ella si acconciò con mano sbadata le pieghe della gonna, si aggiustò gli smanigli alle braccia, e sorridendo non senza un po' di studio, continuò con un'ombra d'imbarazzo dissimulato dalla sciolta eleganza di modi e di parola appresa coll'abitudine nell'ambiente artifiziato della società sfarzosa.
— Ci sono certe avventure per cui noi donne ci dobbiamo sentire a forza interessate..... La sua è del novero.... Quando troviamo nella volgarità attuale di sentimenti qualche raggio di poesia, oggidì che siamo affogati da tanta prosa, noi ne restiamo tocche: i nostri voti sono per la fronte illuminata da questo raggio.... Nella vicenda che a Lei è capitata noi donne, amiche del romanzo nell'arida storia della vita, abbiamo travisto, indovinato quel più bello ed elevato sentimento che è fonte d'ogni poesia....
Francesco fece un movimento.