— Mi faccia il favore di vedere se qui non viene alcuno.

Benda si alzò e si pose frammezzo alle cortine dell'uscio.

— Stia lì un istante, la prego.

— Non mi muovo.

La contessa strappò un fogliolino dal piccolo taccuino che doveva servirle a notare le danze impegnate, vi tracciò su in fretta col toccalapis poche parole, ripiegò la carta, e per chiuderla, non ci avendo altro modo, vi appuntò una spilla; poi s'alzò e venne presso Francesco.

— Questa cartolina, disse, dovrebb'essere consegnata al dottore domattina almeno prima delle dieci.

— Ci conti su: rispose il giovane.

Candida sporse alquanto la mano che teneva fra due dita il foglietto, ma a mezzo dell'atto apparve una certa esitazione nella mossa. Benda credette vederci l'indizio d'un timore e d'un sospetto, e s'affrettò a soggiungere:

— Spero non aver bisogno di giurarle che quella spilla sarà più sacra per me di qualunque suggello...

— La credo: interruppe vivamente la contessa, mettendo il bigliettino nelle mani di lui, e un po' confusa di vedere sì giustamente interpretata la sua esitazione. Se così non fosse, sarei io venuta di questa guisa da Lei?