— Bene! disse: non li metterete, ma ho piacere tuttavia di guardarli.

— Perchè? Li avete visti ieri sera che ne ho messa una gran parte al ballo dell'Accademia.

— Giusto. Mi parve che la montatura ne fosse un po' antiquata e che occorrerebbe rifarla — Poichè ora ciò mi è venuto in mente, lasciate un po' che esaminiamo insieme...

Candida fece un forzato sorriso. Le parole del conte le avevano suggerito uno spediente da uscir d'imbarazzo.

— Vedete come andiamo d'accordo, disse; era quello precisamente anche il mio avviso, e li ho mandati oggi stesso dal gioielliere a farli ripulire e rimontare.

— Ah! esclamò Amedeo guardandola sempre a quel modo. Non avete forse scelto per ciò il tempo più opportuno. Lunedì c'è ballo a Corte, e convien bene che abbiate i vostri diamanti.

— Oh li avrò: interruppe vivamente la moglie: me lo ha promesso.

— Uhm! In così poco tempo, come potrà fare un lavoro ammodo? Sono cose codeste per cui conviene aspettare la quaresima... ed è appunto per la quaresima ch'io veniva a domandarvi di affidarmeli per... per restituirveli poi più brillanti di prima.

— Avete ragione: disse Candida col tono di chi vuol conchiudere il discorso: li manderò a riprendere... per lunedì li avrò senza fallo.

— Passerò io stesso dal gioielliere domattina... Gli è ben sempre X?