— Sì... ma non occorre che vi disturbiate...
— Non è un disturbo.... Figuratevi!
La contrarietà più viva e la inquietudine si dipinsero nel volto della contessa.
— Non datevi altro pensiero di ciò: soggiunse colla sua beffarda galanteria il conte Amedeo; e poichè non c'è più nulla da fare nè da dire per la vostra toilette, avviamoci dalla baronessa.
Prese egli medesimo la pelliccia che la cameriera aveva deposto sopra il sofà e la pose sulle spalle della moglie, cui fece uscir prima della stanza e dell'appartamento.
Lungo la strada marito e moglie non iscambiarono una parola, ma pensavano tuttedue e profondamente intorno al medesimo soggetto.
Dalle parole e dalle sembianze della moglie era apparso cosa certa al conte che in quell'affare dei diamanti c'era un mistero, ed egli aveva troppo interesse a penetrarlo per non provare una curiosità indomabile: si riprometteva di andare il domattina per tempo dal gioielliere X ad interrogarlo. Candida capiva da parte sua con isgomento che il marito aveva dei sospetti, e che non trovando poi dall'orafo indicato i gioielli, questi sospetti sarebbero andati molto presso alla verità cui poscia egli avrebbe voluto conoscere ad ogni costo. Come rimediarci? Essa non sapeva; la sua testa era confusa e invano cercava nel suo cervello un plausibil mezzo. Questo solo le si affacciò: ricorrere a Luigi, dirgli la cosa, e fare ch'egli provvedesse. Ma in qual maniera avvertire il suo amante? Di quella notte era impossibile; egli non doveva venire a quella festa; scrivergli la non poteva più; e il domattina doveva ella avventurarsi a mandargli una lettera? Il marito non poteva forse farla spiare? E della cameriera la si fidava assai poco; e non amava inviarla da lui, già ne sappiamo il perchè. Conveniva che ella stessa avesse un abboccamento con Luigi prima che il conte potesse recarsi dal gioielliere; il conte certo era che non si sarebbe alzato prima delle undici e non uscito prima di mezzogiorno; v'era dunque tutta la mattina di tempo. Ma poteva ella recarsi alla dimora di lui? Mai più: era un'imprudenza di cui egli medesimo l'avrebbe rimproverata. Oh! s'ella avesse potuto farlo avvertito in alcun modo di trovarsi ad un'ora acconcia nella rimota palazzina, solito asilo dei loro amorosi convegni!
Giunse alla festa da ballo che non aveva ancora un'idea precisa del da farsi ed era più perplessa che mai. La vista di Francesco Benda fu per lei un raggio d'ispirazione. Che quel giovane fosse amico di Luigi, glie n'era stato prova quel giorno medesimo l'interesse preso da quest'ultimo alla cattura del primo e il biglietto che a lei medesima aveva scritto in proposito; quanto stimabile ed onorevole per carattere e lealtà fosse il Benda era conosciuto nella società ed ammesso anche dalla malignità della gente. A chi poteva ella meglio affidarsi che a lui? D'altronde il tempo stringeva e per quanto affaticasse la sua mente, Candida non sapeva scorgere altro mezzo di sorta di cui servirsi.
Quando ebbe consegnata, come abbiam visto, a Francesco la cartolina per Quercia, in cui gli assegnava un ritrovo per le undici del mattino, la contessa Langesco, ricomparve più calma e più allegra a brillare in mezzo alla festa.