— La non si turbi, la non si turbi: fu sollecito a dire il domestico: non sono che io, Varullo.

In un attimo quell'espressione svanì dal volto del medichino: ripose la pistola, si stirò le braccia, si ricacciò poi sotto le coltri, e disse con impazienza:

— Che cosa ti salta, stupido mariuolo, di venirmi a svegliare nel migliore del mio sonno? Dimmi tosto la ragione di questa tua impertinenza; e se la non è una buona ragione, puoi far conto di ricevere una ricompensa adeguata dal mio bastone.

Il servitore gli disse di Francesco. Gian-Luigi pensò un pochino e poi rispose:

— Be', poichè gli è costì che aspetta, poichè dice che son cose di molta premura, fallo pure venire innanzi; se le saranno bazzecole, non ti mancherà la tua razione di legnate.

Due minuti dopo Francesco Benda era seduto presso il letto elegantemente incortinato, in cui, frammezzo a lenzuoli candidissimi della tela più fine che aver si possa, giaceva mollemente il dottor Quercia.

— Sono due i motivi che mi hanno fatto così indiscreto da disturbarvi nel vostro sonno: disse Benda rispondendo alla domanda fattagliene: uno riguarda voi stesso, e l'altro me.

— Davvero? esclamò Gian-Luigi levando alquanto il suo busto col sorreggersi ad un gomito, e sostenendo alla mano la sua testa. Ci avete da comunicarmi eziandio qualche cosa che mi riguarda?

— Precisamente.

— Bene. Allora incominciamo piuttosto da ciò che interessa voi; parleremo dopo dell'affar mio.