— Ci avete ancora qualche cosa che mi riguardi?
— No.
— Bene. Vi ringrazio dell'esservi incaricato di questa commissione per me; ed ora, di grazia, parlatemi delle cose vostre.
— Si tratta di riprendere con Baldissero, disse Francesco, la partita che ci fu ieri mattina così noiosamente interrotta.
— Ah sì? esclamò Luigi con interesse pieno di gentilezza. Lo pensavo che non avreste voluto finirla così di piano: ed io non avrei fatto diversamente.
— Siccome voi siete stato uno de' miei compagni nella prima, ho pensato non vorreste rifiutarvi di assistermi anche nella seconda giuocata che spero finalmente vorrà essere più seria.
— No certo che non rifiuto: e mi avreste recato offesa, non disponendo più della mia amicizia. Che cosa dunque si ha da fare?
Francesco disse che bisognava recarsi verso mezzodì al whist-club, dove sarebbero stati aspettando i padrini di Baldissero, coi quali non c'era altro che da intendere un'ora acconcia di quella medesima giornata (perchè egli era desioso ed impaziente di finir tutto il più presto possibile) ed un luogo sicuro da ogni sorpresa, dove potesse succedere il combattimento a quelle stesse condizioni che erano già state per l'altro ritrovo stabilite.
— Va benissimo: disse Quercia, quando Francesco ebbe finito. Verso mezzogiorno è giusto l'ora che più mi comoda. Ho appunto qualche faccenduccia che per quel tempo sarà compiutamente sbrigata. Mio compagno in codesto, penso sarà eziandio l'avvocato Selva.
— Sì; e dove ho da dirgli che vi potrà trovare per recarsi insieme con voi al convegno?