E queste parole accompagnava, come si suole, con caldi baci amorosi. Qual donna potrà resistere mai al valore di questi argomenti e sotto l'influsso dei medesimi conservare ombra di diffidenza o sospetto? Candida fu tutta invasa dalla tenerezza e dalla soavità di quei felici istanti d'amoroso trasporto.

Fu Luigi medesimo che primo ridusse il discorso all'argomento che era stato la cagione del ritrovo.

Candida allora narrò tutto quanto erale accaduto la sera innanzi col marito, e finì per iscongiurare il suo amante trovasse modo di ottenere dal gioielliere X che non disdicesse al conte Langosco, quando si recasse da lui, quello che la moglie gli aveva detto.

Trovar questo modo non parve a Gian-Luigi la cosa la più facile del mondo. Bene poteva egli recarsi dall'orafo e pregarlo di dare poi al conte quelle risposte che convenivano; ma come presso di quel cotale avrebbero avuta autorità le sue parole? Dopo molto riflettere ed avere proposti parecchi spedienti, che cimentati all'esame non reggevano, Quercia non seppe altro di meglio risolvere fuor questo, che cioè Candida medesima scrivesse al sig. X, il quale conosceva la scrittura di lei, una lettera dicendogli che cosa ella desiderasse da lui, e Luigi glie l'avrebbe recata in persona, appoggiando a voce le raccomandazioni fatte nel bigliettino.

Siccome il tempo stringeva, e perchè era necessario che Luigi si recasse dal gioielliere prima che il conte vi fosse, e perchè Luigi medesimo, per la promessa data di trovarsi al caffè Fiorio alle undici e tre quarti, aveva un'ora appena innanzi a sè da fare ciò che avevano stabilito. Quercia propose senza ritardo partire, e Candida, benchè in segreto certo a malincuore, accettò la proposta. Però nell'atto di separarsi ed uscire ella prima dalla palazzina, Candida si fermò e stringendo pel braccio l'amante che ne l'accompagnava fino alla soglia, disse con forza:

— Ad ogni modo, Luigi, tu non dimenticherai la promessa che mi hai fatta di restituirmi senza fallo quei diamanti prima di lunedì, perchè io li possa recare al ballo di Corte. Ci tengo, è indispensabile.

Gian-Luigi atteggiò le labbra ad uno strano sorriso che fu però fugacissimo.

— Sta tranquilla, rispose, pel ballo di Corte che avrà luogo avrai tutti i tuoi diamanti. Non son io che manco alla mia promessa.

— Ci conto! Addio.

Candida mormorò quest'ultima parola in un bacio soave, e lesta corse via traverso il cortile: a piedi per la neve s'affrettò essa verso Piazza Susina, dove da una carrozza da nolo si fece ricondurre a casa.