La vista del conte era tale un colpo da far perdere le staffe ad uno meno valente in arcioni del sedicente dottore. Gian-Luigi, per quanta fosse nel suo interiore la contrarietà, per quanto il timore di esser giunto troppo tardi, non mostrò tuttavia la menoma ombra di turbamento sulla sua faccia serena ed allegra.

— Qui costui! pensava frattanto il marito di Candida. Gli è certo venuto per intendersi col gioielliere affine di nascondermi la verità. Ben sospettavo che nell'imbroglio ci entrava questo sciagurato.

— Il conte mi ha preceduto: diceva da parte sua fra se stesso Gian-Luigi: diavolo! purchè io sia arrivato ancora in tempo.

Si avanzò col suo solito contegno elegante e spigliato, e con una famigliarità che gli permetteva il trattare verso di lui del conte, porse a quest'ultimo la mano.

— Eh buon giorno, conte: diss'egli: come mai già in giro a quest'ora? Sono appena le undici!

Amedeo Filiberto toccò lievemente la destra di Quercia e con una tinta di freddezza orgogliosa nella sua gentilezza aristocratica, per cui nè anche il più suscettivo avrebbe potuto trovar pretesto di adombrarsi, disse a sua volta:

— Buon giorno.

E poi si volse al gioielliere, come per significare dovess'egli continuare il colloquio cui l'arrivo del nuovo venuto non aveva punto da interrompere.

Il signor X, che stava innanzi al suo nobile avventore nel contegno d'un umile soggetto innanzi ad un'autorità, s'affrettò ad ubbidire a quel muto cenno, dando la risposta che ancora doveva ad una interrogazione che il conte, entrato appena pochi minuti prima, gli aveva mossa.

— No, signor conte, diss'egli, di questa mattina io non ho avuto l'onore di vedere la signora contessa.